La sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano revoca in anticipo la messa in amministrazione giudiziaria dello scorso 19 gennaio di Valentino Bags Lab srl. La società, accusata dal pm Paolo Storari di aver colposamente agevolato almeno due fabbriche cinesi già accusate di caporalato. Il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano vi aveva trovato lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno e senza contratto, oltre a macchinari elettrici con i dispositivi di sicurezza “rimossi per accelerare la resa produttiva a scapito della sicurezza”, e picchi di consumi energetici attestanti lavorazioni ininterrotte di notte o nei festivi.
Valentino Bags, confermata la revoca anticipata dell’amministrazione giudiziaria
La società, che conta 100 dipendenti e 23 milioni di euro di produzione annuale, è controllata dalla casa madre Valentino spa. Con base nell’hinterland milanese (Rosate), produce borse in pelle e articoli da viaggio. La società ha “reciso integralmente i rapporti con i fornitori che sono risultati inidonei alla prosecuzione del rapporto commerciale e ha altresì avviato un processo di ‘internalizzazione’ di parte delle lavorazioni, che garantisce una maggiore autonomia della società, limitando il ricorso alle lavorazioni di terzi”.
Come spiegano i giudici, “Fin dalla fase iniziale della misura la società ha mostrato piena e assoluta disponibilità a collaborare con l’amministratore giudiziario e con il Tribunale ad un rafforzamento proprio di quei presidi organizzativi e di controllo che, pur nel contesto di una impresa sostanzialmente sana, si erano dimostrati inidonei a scongiurare condotte di agevolazione rispetto a una filiera produttiva connotata da condizioni di sfruttamento dei lavoratori”. Ora proprio “il rispetto di tutte le prescrizioni formulate e, soprattutto la velocità nella riorganizzazione aziendale in una logica di legalità, impongono l’immediata revoca della misura di prevenzione” a carico della società molto prima dei 12 mesi previsti.
Marianna Soru





