Ne siamo consapevoli. Il caldo è già un fattore determinante per stabilire se quella che state vivendo può essere o meno una buona giornata. Proprio per questa ragione sarebbe consono parlare di altro, qualcosa che sia ben lontano dall’estate o dall’afa delle ultime settimane. Invece, eccoci qui. L’argomento, però, riguarda un elemento importante in questo periodo che, a stagione conclusa, potrebbe farci dimenticare in un secondo il sollievo fornitoci a casa. Ebbene sì, parliamo proprio del condizionatore: quel magico strumento che ci fa respirare in queste giornate torride e che, contemporaneamente, ci alleggerisce il portafoglio quando dobbiamo pagare la bolletta. Vediamo quindi quanto potrebbe essere il consumo approssimativo, soprattutto se lo utilizziamo diverse ore al giorno e come fare per non spendere troppo.
Il consumo del condizionatore può variare, ma in base a cosa?
Partiamo da un presupposto fondamentale: a influenzare è sì la tipologia del condizionatore, ma anche le ore di utilizzo e i gradi impostati. Molti, infatti, credono che impostare una temperatura bassa, soprattutto rispetto ai gradi esterni, sia la soluzione ideale. In realtà, più le temperature impostate sono basse, più sarà difficile far in modo che in casa vengano raggiunte. Se all’esterno siamo graziati con 35°C, far in modo che nel proprio appartamento si arrivi a 18-20°C è praticamente impossibile. In questo modo, quindi, il condizionatore lavorerà incessantemente, senza mai fermarsi. Così è una sentenza certa per una bolletta ben più che salata.
Ipotizziamo, quindi, che il condizionatore rimanga in funzione per circa 12 ore al giorno e che la temperatura impostata sia ragionevole. Impostarla tra i 24 e i 26°C anziché a 20°C fa una differenza enorme sulla spesa finale. Un apparecchio moderno che lavora per questo quantitativo di ore consuma in media tra i 6 e i 14 kWh al giorno, il che si traduce in una spesa giornaliera compresa tra 1,8 e 4,5 euro. Moltiplicato per un mese, parliamo di una cifra che varia tra i 55 e i 135 euro. A questo va aggiunta la potenza dello strumento e la classe d’efficienza.
Anche un apparecchio sottodimensionato rispetto all’ambiente può influenzare
Un apparecchio da 9.000 BTU in Classe A+++ permette di contenere la spesa mensile intorno ai 65 euro, anche con 12 ore di utilizzo quotidiano. Se invece lo strumento è sottodimensionato rispetto alla stanza (ad esempio un 7.000 BTU che deve raffrescare un ambiente troppo grande) lavorerà sempre al massimo per cercare di raggiungere la temperatura, facendo salire il conto fino a 100 euro. Con gli apparecchi più datati o in classi energetiche inferiori, infine, la cifra può lievitare facilmente fino a 160 euro. Riassumendo: non conta solo un elemento per riuscire a monitorare adeguatamente il consumo. Tra il tipo di tecnologia utilizzata (più o meno recente), la temperatura impostata e l’efficacia degli infissi, le cose di cui tener conto sono molte. L’unico modo per risollevarvi è pensare che impostare il condizionatore a 26°C non solo è un sollievo rispetto all’afa esterna, ma può anche farvi risparmiare sulla bolletta finale.
Stefania Cirillo





