Fabrizio Corona ha “deciso di denunciare Mediaset per tentata estorsione“, perché “la società, in questi giorni, ha mandato delle missive ai gestori di locali pubblici, dicendo che devono presidiare sulle condotte degli ospiti delle serate che organizzano per eventuali comportamenti offensivi”: così fa sapere il suo avvocato, Ivano Chiesa.
Mediaset, attraverso lo Studio Legale Gulotta Varischi Pino, avrebbe fatto arrivare “a tutti i locali che ospiteranno un evento con il creatore di Falsissimo nei prossimi giorni”. Secondo il sito con sede a Napoli: “Il documento è indirizzato a Linea Eventi S.r.L., società che gestisce il Momento Club di Ghezzano (Pisa), la cui serata con Corona è prevista a San Valentino, sabato 14 febbraio prossimo, con le prevendite già partite. Nel documento si intima di vietare qualsiasi critica all’azienda, ai suoi manager e ai suoi programmi durante eventi e serate organizzate nei locali. Nel documento non si fa mai menzione di Fabrizio Corona, ma l’obiettivo è palese”.
Sul piano giudiziario, il quadro è già complesso: in Procura sono aperti diversi filoni che vanno dalla diffamazione aggravata al revenge porn a carico di Corona, fino ad altre indagini che coinvolgono anche Signorini e manager di Google. Con l’annuncio della nuova denuncia, e con l’ipotesi di una controquerela per calunnia, si apre ora un nuovo capitolo dello scontro tra Corona e Mediaset.
Le missive ai locali e la denuncia annunciata da Corona a Mediaset
Chiesa ha spiegato che nelle lettere non comparirebbe mai il nome di Fabrizio Corona, ma che il riferimento sarebbe “evidente”. Da qui la decisione di rivolgersi alla Procura di Milano, ipotizzando il reato di tentata estorsione o altri profili che saranno eventualmente valutati dai magistrati. Secondo la ricostruzione del difensore, chiedere ai gestori di “presidiare le condotte” degli ospiti sarebbe una condotta giuridicamente inesigibile, capace però di generare timore e di produrre un effetto concreto: quello di non chiamare più Corona a lavorare.
Da Mediaset fanno sapere che non risulterebbe in alcun modo configurabile il reato di estorsione o tentata estorsione. Le comunicazioni ai locali non avrebbero imposto divieti né veti, ma si sarebbero limitate a un richiamo generale alle responsabilità dei gestori. Secondo questa impostazione, la decisione di non ospitare Corona sarebbe autonoma, legata al timore di possibili contenuti diffamatori. Un elemento che, sempre secondo le stesse fonti, emergerebbe anche dal video pubblicato dall’avvocato Chiesa, dove si riconosce implicitamente il rischio di dichiarazioni offensive da parte di Corona. È su questa base che Mediaset starebbe valutando una eventuale controquerela per calunnia, ritenendo infondate e lesive le accuse mosse.





