Il Coronavirus ferma il golf e porta una serie di restrizioni che stiamo sperimentando in maniera diretta: dall’Europa agli Stati Uniti. Molti circoli sono chiusi… ma non tutti.

San Antonio Golf Club

Negli USA vige la quarantena: spostamenti solo per comprare generi alimentari, medicine e fare sport mantenendo la distanza di sicurezza. I Golf Club di San Antonio (Texas) hanno sfruttato proprio quest’ultimo punto per restare aperti, aumentando l’igienizzazione e assicurandosi che ci sia il distanziamento sociale necessario per non violare l’ordinanza. Difatti Andrew Peterson, amministratore delegato e presidente della “Alamo City Golf Trail”, ha dichiarato:“Penso che le persone siano stanche di stare rinchiuse in casa e il golf è qualcosa che li può portare fuori, godersi il sole e stare lontani dal virus”.

In aggiunta il direttore generale del Quarry Golf Club ha ribadito:
Puliamo con attenzione tutti i punti di contatto nel nostro golf club. Maniglie, interruttori della luce, volanti e superfici dei golf cart, in aggiunta ad altre componenti per assicurare a tutti uno stato di sicurezza”.

Coronavirus Golf
Scatto del 18 marzo al Brackenridge Golf Club. Le distanze di sicurezza non vengono rispettate.
Photo Credits: San Antonio Express News/ William Luther

Si è davvero sicuri?

L’afflusso di persone è diminuito a causa del Coronavirus in questi golf club, un lavoro di pulizia tale rimane però un’impresa difficile da sostenere. Soprattutto parlando dei rastrelli nei bunker e altre superfici non menzionate direttamente dal General Manager del circolo. Da notare che in alcuni articoli inerenti al tema si fa riferimento a “strette di mano limitate”, quando in realtà non dovrebbe esserci alcun contatto; solo per questa volta si dovrebbe sorvolare sul fair-play. Noi di Metropolitan Magazine abbiamo già espresso i potenziali rischi sull’apertura dei circoli in questo articolo.

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