Ieri, 20 aprile, il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha confermato quanto ci auspicavamo da tempo: il coronavirus e il golf possono coesistere. Non ha indicato una data precisa, ma ha messo il golf tra gli sport che potranno riprendere per primi. Sarà una riapertura graduale e ben regolamentata. Analizzeremo nei prossimi giorni le dichiarazioni di Sileri, il quale afferma che “si potrà praticare sport individuale anche a livello amatoriale ma per non più di 40 minuti“.

Coronavirus e golf: com’è la situazione attuale nel mondo

In diversi Paesi, la situazione golfistica sta lentamente provando a tornare alla normalità, con tutte le limitazioni igienico-sanitarie del caso. In Danimarca, Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Svezia i campi sono aperti. Negli Stati Uniti il 48% dei campi ha riaperto (in Wisconsin, sede della Ryder Cup 2020 di settembre, riapriranno il 24 aprile). Il PGA ha comunicato che l’attività riprenderà l’11 giugno, col Charles Schwab Challenge, in Texas.

Straits Course at Whistling Straits | Destination Kohler
Whistling Straits (Wisconsin) sede della prossima Ryder Cup in programma a settembre. Photo Credits: Destination Kohler

Le proposte per la riapertura in Italia

Nello scorso articolo, abbiamo parlato di una bozza sulle nuove linee guida da attuare alla riapertura dei circoli. Negli ultimi giorni, l’Associazione Italiana Tecnici di Golf ha redatto il “Vademecum Attività Sportiva e lavorativa per percorsi di golf”, (suggerimenti, non norme ufficiali). Nel documento, si sottolinea come il golf sia già, a livello dilettantistico, praticamente a porte chiuse e che il mantenere la distanza di un metro non sia una regola così limitante durante il gioco. Tra le proposte, si consentirebbe l’accesso alla Segreteria solo ai dipendenti, comunque muniti di dispositivi di protezione individuale, partenze distanziate di almeno 10 minuti, non toccare l’asta per nessun motivo (inserendo un supporto all’interno della buca per facilitare il recupero della pallina) e la rimozione dei rastrelli dal percorso (risistemare i bunker con i piedi o col proprio bastone).

Rialzo in plastica per impedire alla palla di cadere in buca, una delle misure che potrebbero essere adottate nei golf per evitare il propagarsi del Coronavirus – Photo Credit: federgolftoscana.it

Regole igienico-sanitarie

Riguardo all’igiene, sempre nel suddetto Vademecum, si raccomanda l’utilizzo di più dispenser di gel disinfettante, di chiudere i servizi igienici se non si può assicurare una continua sanificazione, usare palline proprie in putting green con buche tappate o con rialzi di plastica, usare guanti monouso se si prendono le palline per il campo pratica ed i relativi cestini. Per le aree comuni, si propone la chiusura di tutte quelle a rischio assembramento (spogliatoi, sala carte, Pro Shop, servizio ristorante solo per asporto). Tra il golf e coronavirus sembrano iniziare le prove di convivenza.

La crisi del movimento golfistico

Qualche purista storcerà il naso di fronte a queste ed altre norme che regolamenteranno l’accesso ai Circoli nei prossimi mesi ma, trattandosi di una pandemia, è impensabile far finta di niente e comportarsi come se non fosse successo nulla. Non ci deve essere solo la frenesia di tornare a praticare, ma un intero movimento da salvare. Il movimento golfistico è in crisi da molto tempo, è innegabile. A fine 2019 in Italia i golfisti tesserati ai Circoli sono stati 78.549, divisi per 383 Circoli. Purtroppo, questa crisi mondiale porterà alla chiusura di alcuni di questi, acuirà i problemi economici di altri, con gravi ripercussioni per chi, nel golf, ci vive e lavora.

Sacrifici necessari da parte di tutti

É responsabilità di tutti accettare e rispettare le nuove norme (speriamo di averne presto di ufficiali), valutando serenamente anche il discorso relativo alla Quota Sociale: da lasciare al golf club nel caso non se ne abbia stretta necessità, così da far sopravvivere i nostri circoli. Nessuno è felice di questa situazione, ma il golf rischia il tracollo. I nostri sacrifici di oggi verranno ampiamente ripagati quando potremo tornare sui nostri amati fairways, tornando alla vita di Circolo che molti considerano come una seconda casa.

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