
I casi effettivi sono in risalita in 11 regioni, con incrementi ancora più marcati in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Bolzano. L’indice di contagiosità, sopra il livello di guardia di 1 nel Lazio.

A rilevarlo è il quinto monitoraggio condotto da Istituto Superiore di sanità e Ministero della salute. Che evidenzia anche un R con t, l’indice di contagiosità, sopra il livello di guardia di 1 nel Lazio, dove in sette giorni passa da 0,93 a 1,12. Il che vuol dire che ogni positivo ha contagiato più di una persona. Ma in questo caso il rischio di una crescita esponenziale della curva epidemica non c’è, perché l’aumento dell’indicatore è dovuto quasi esclusivamente ai tre grandi focolai che si sono accesi nella Capitale, che sono stati però isolati dopo il grande lavoro di contact tracing che ha portato a dover eseguire oltre cinquemila tamponi.
Oggi l’indice RT nel Lazio tornerà sopra a 1, considerata questa la soglia di sicurezza dopo la quale le autorità possono valutare nuove restrizioni alla mobilità e chiusure più o meno estese del territorio per limitare il contagio dopo la fine del lockdown. Lo ha annunciato ieri l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, anticipando la pubblicazione del report settimanale che avverrà oggi, chiarendo però come non sono previste nuove misure di lockdown a Roma e nel resto del territorio regionale.
Il punto dunque non è solo l’indice rilevato, ma anche la valutazione della capacità diagnostica e di tracciamento del sistema sanitario, quindi l’affidabilità dei dati forniti al Minstero della Salute dalle singole regione. In questo caso per delimitare il focolaio del San Raffaele alla Pisana sono stati fatti oltre 4000 tamponi. L’assessore D’Amato ha tranquillizzato i cittadini sulla capacità di tracciare i contagi e delimitare i nuovi focolai: “Il Lazio si conferma avere il miglior sistema di contact tracing a livello nazionale. Il numero dei casi per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti nell’ultima rilevazione settimanale del Ministero della Salute è pari al 100%. Un altro dato positivo è il netto miglioramento del tempo medio tra data di inizio sintomi e la data della diagnosi (tampone) che scende a sole 48h, su una soglia di sufficienza delineata in 5 giorni”.
La valutazione dunque è che, nonostante l’indice RT abbia raggiunto la soglia di allarme, non ci sia bisogno di misure drastiche essendo i focolai sotto controllo.





