Cronaca

Coronavirus, i metalmeccanici annunciano lo sciopero in Lombardia

Paura per il coronavirus: i sindacati lombardi annunciano lo sciopero. Gli operai incroceranno le braccia mercoledì 25 marzo per otto ore. La decisione, spiega segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli, “è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte”.

Coronavirus, aumentano le vittime gli operai chiedono più misure di sicurezza

La Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) avverte che sono pronti a scioperare se non si provvederà entro oggi all’immediata verifica delle disposizioni ministeriali e se non ricorreranno le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020.

Mentre aumentano le vittime del coronavirus, gli operai delle aziende lombarde si mobilitano: i lavoratori delle aziende del settore chimico, tessile, gomma-plastica fanno sapere che sono pronti a scioperare.

L’aver inserito nelle attività d’impresa da considerare essenziali una serie di attività di vario genere che di essenziale non hanno nulla – fanno sapere i sindacati tramite una nota – depotenzia il decreto e crea l’effetto di ridurre ai minimi termini il numero delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno rimanere a casa“.

Operai in sciopero anche nel Torinese

La Fiom di Torino ha fatto sapere che sono in sciopero anche i lavoratori degli stabilimenti “Avio Aero” di Rivalta e di Borgaretto. I dipendenti della “Alessio Tubi” e della “Officine Vica” sono in agitazione per protestare contro la decisione di lasciare aperte le produzioni non essenziali.

Edi Lazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Torino: “Gli scioperi si inseriscono nel quadro della mobilitazione nazionale unitaria per ottenere modifiche al decreto e all’elenco dei codici Ateco contenuti nell’allegato 1 al decreto del 22 marzo 2020″.

Il segretario Lazzi punta il dito contro il Governo, reo di aver ceduto alle pressioni di Confindustriae di aver “allargato i comparti e le produzioni ‘essenziali’ ben oltre il perimetro accettabile, continuando inutilmente ad esporre quei lavoratori al rischio di contagio“.

Coronavirus, operai di Leonardo in sciopero

Annunciano lo sciopero anche i lavoratori di Leonardo. Incrociano le braccia anche le aziende nel settore aerospaziale, dove sono scattati già oggi le prime agitazioni contro le misure adottate dal Governo nel definire le attività indispensabili e chiudere tutte le attività non essenziali e contenere la diffusione del coronavirus. Secondo quanto riporta la Fiom, già oggi è cominciata la mobilitazione dei lavoratori di Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR.

Sciopero dei metalmeccanici, “servono misure per proteggere la salute dei lavoratori”

L’elenco delle attività indispensabili in questa situazione di emergenza per il contagio da Coronavirus è stato più che raddoppiato rispetto a quello concordato con il sindacato“, ha fatto sapere stamattina la segretaria Francesca Re David (Fiom- CGIL) ospite di Omnibus. “La mobilitazione dei metalmeccanici continuerà – ha continuato la sindacalista – finché non verranno fornite dal governo le misure necessarie alla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori dell’industria“.

Sospese tutte le attività produttive per evitare la diffusione del coronavirus

Dopo l’emanazione del Dpcm del 22 marzo, che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono state sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione delle attività essenziali, come farmacie, parafarmacie e alimentari (qui trovi l’elenco di tutte le attività ancora aperte).

Le misure adottate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte erano state già anticipate sabato scorso durante una diretta Facebook. Gli operai di alcune fabbriche, però, non hanno mandato giù l’elenco delle attività produttive ancora aperte e i sindacati hanno accusato Confindustria di aver fatto pressioni al Governo per evitare la chiusura degli impianti produttivi. Il tutto a scapito della salute degli operai.

Paura per il coronavirus: i sindacati attaccano Confindustria e annunciano lo sciopero

I sindacati hanno attaccato Confindustria e il governo: “Il decreto del governo firmato in data 22 marzo, tiene conto solo in misura parziale delle istanze che Cgil, Cisl e Uil hanno posto all’attenzione dell’esecutivo– fanno sapere i sindacati in una nota- Molte attività non essenziali né indispensabili sono state inserite tra quelle che possono continuare a lavorare. Abbiamo sempre preteso di mettere la salute e la sicurezza del lavoratore come questioni prioritarie rispetto a qualunque cosa, ma registriamo che il governo ha ceduto alle indebite pressioni di Confindustria: il profitto e l’economia hanno avuto il sopravvento su salute e sicurezza“.

Boccia contro lo sciopero: “perderemo cento miliardi al mese”

Perdermo cento miliardi al mese“: l’allarme di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, ospite di Circo Massimo su Radio Capital.

Con questo decreto si pone una questione che dall’emergenza economica ci fa entrare nell’economia di guerra“, avverte il presidente di Confindustria. “Il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà“.

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