Il Ministro della Salute è stato ospite del talk “la sanità futura tra innovazione e ricerca” coordinato da Rcs Academy e protagonista di un’intervista da parte del direttore del Corriere.
L’intervista a Roberto Speranza
Il direttore del quotidiano Il Corriere, Luciano Fontana, ha dedicato un’intervista all’attuale Ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di un talk “la sanità futura tra innovazione e ricerca”, organizzato da Rcs Academy. L’intervento del Ministro ha vertuto sulla situazione pandemica italiana, dichiarando le condizioni alle quali, il nostro paese non può cedere: “Non possiamo permetterci una nuova ondata all’inizio del 2021. La mia linea è e resta quella della massima prudenza. Finché non avremo cure certe e un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che abbiamo sono le restrizioni“. Inoltre, Speranza ha ribadito che due sono le criticità fondamentali riscontrate: “La prima è che la pressione sugli ospedali è alta e il virus circola in maniera significativa“.
I segnali incoraggianti: l’Rt in discesa
“Si vedono segnali incoraggianti” ha affermato il Ministro durante l’intervista, informando che l’Rt sceso da 1,7 a 1,18 e dichiarando che in questa settimana ci sia ancora un numero più basso. Poi, ha aggiunto: “L’Rt più basso si traduce in una situazione più incoraggiante anche per accessi ai pronto soccorso e posti letto occupati in area medica e terapia intensiva, dove si inizia a segnalare un primo elemento di controtendenza. Le misure che abbiamo adottato nelle ultime settimane stanno iniziando a dare degli effetti. Abbiamo un segnale di stabilizzazione e riduzione dell’Rt, che è la prima avvisaglia di una pressione che sarà più bassa nelle prossime settimane. La partita è ancora molto dura, ma stiamo percorrendo la strada nella direzione giusta, senza commettere leggerezze e fughe in avanti“.
“Ci sono limitazioni inevitabili”
“Da ministro della Salute, credo che con 800 vittime la nostra cautela deve essere massima e ci sono limitazioni inevitabili” ha aggiunto Roberto Speranza in relazione alla possibilità della riapertura delle scuole, delle palestre e degli impianti sciistici. Nonostante i primi dati di miglioramento, “non dimentichiamo quello che è avvenuto in estate. Una parte del Paese ha pensato in buona fede che la battaglia fosse finita e si potesse tornare alla normalità. Vediamo ora quale prezzo salato dobbiamo pagare. Aspetteremo il report di venerdì per le valutazioni” ha dichiarato il rappresentante.
L’Italia, come può ripartire dal punto di vista sanitario?
Data la notevole carenza socio-sanitaria che ha accusato il nostro Paese durante le fasi più acute della pandemia di Coronavirus, molti esponenti politici e popolari si sono domandati: come ripartire? Durante il colloquio con il direttore Fontana, il Ministro ha posto delle linee guida: “Dobbiamo investire di più sul Sistema sanitario nazionale. Per 15 anni è stata vigente una norma che ha bloccato spesa sanitaria a quella del 2004 diminuita dell’1,4 per cento. Bisogna riprogrammare il modello di spesa sanitaria e chiudere con la stagione dei tagli. Poi, Speranza ha avanzato delle soluzioni: “Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato, un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna aprire una nuova, grande stagione di investimenti“.
Assistenza domiciliare e formazione medica
Durante l’intervista si è parlato di potenziare l’assistenza domiciliare, affinché la casa diventi il primo luogo nel quale poter prestare cure, specialmente per coloro affetti da malattie croniche. Oltre alla cura, è stato messo in luce l’importanza di destinare dei fondi alla formazione medica: “Nel decreto rilancio sono finanziate 4.200 borse, dobbiamo continuare a investire il più possibile. Gli effetti si vedranno solo tra 4 o 5 anni, ma sono investimenti fondamentali perché il Paese sia più forte” ha sostenuto il Ministro.
I vaccini: distribuzione e sicurezza
Il talk ha affrontato anche il dibattito sulla distribuzione dei vaccini: il Governo riterrà prioritario somministrare il farmaco al personale sanitario, agli anziani ed ai malati più vulnerabili al virus. Inoltre, Speranza ha ribadito l’organizzazione della futura somministrazione del preparato, allontanando ogni tipo di confusione come sta avvenendo con quella dell’anti influenzale. In ultimo luogo, ma non per mancanza d’importanza, il Ministro ha fugato ogni tipo di dubbio relativo alla sicurezza dell’efficacia del vaccino: “Ho grande fiducia nelle agenzie regolatorie, l’Ema per l’Europa e l’Aifa per l’Italia. Quando avranno completato la verifica di tutti gli aspetti, il vaccino sarà efficace e sicuro. Il Covid verrà sconfitto dall’umanità, dall’Europa e dall’Italia grazie alla ricerca scientifica e alla capacità di donne e uomini di trovare soluzioni strutturali“.
Chiara Bigiotti





