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Coronavirus, l’Europa piange le sue vittime più giovani

Le vittima più giovani del covid-19, una bambina di 12 anni in Belgio, e un 13enne a Londra. Choc per Belgio e Gran Bretagna.

L’Europa piange le sue vittime più giovane 

Una bambina di appena 12 anni che viveva a Gand, in Belgio e un ragazzino di 13 anni a Londra, nel Regno Unito. Sono le vittime più giovani del coronavirus. Il giovanissimo cittadino britannico non aveva patologie pregresse. Uno choc per l’Europa intera. Morti che sono stati definiti dalle autorità locali scientifica come “casi rari” proprio per la bassa incidenza della malattia nei più piccoli. Ad annunciare la notizia della giovane 12enne è stato il dottor Emmanuel Andre, portavoce del centro di crisi del paese per il coronavirus. “Un momento emotivamente difficile -annuncia il dottor Emmanuel Andre- perché coinvolge un bambino, e ha anche sconvolto la comunità medica e scientifica. Pensiamo alla sua famiglia e ai suoi amici. È un evento molto raro, ma che ci sconvolge molto”.

Nessuno è immune al coronavirus 

“Il coronavirus è una malattia grave – ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Oms- anche se le prove che abbiamo suggeriscono che gli over 60 sono più a rischio, sono morti anche giovani, compresi i bambini.” Non bisogna abbassare la guardia perché la pandemia riguarda tutti. “Quello che sappiamo a oggi- dichiara Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico del programma e le emergenze dell’Oms- è che i bambini sono comunque suscettibili all’infezione, e anche se sviluppano forme più lievi di malattia, ne abbiamo visti morire. Per questo dobbiamo difenderli in ogni caso come categoria sensibile».

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