Storica svolta della Corte costituzionale: adesso non solo le coppie, ma anche i single potranno adottare all’estero. Il divieto è stato dichiarato incostituzionale. La Corte riconosce che si può garantire un ambiente stabile e armonioso a bambini in stato di abbandono.
Venerdì la Corte costituzionale ha segnato un punto di svolta storico per il diritto di famiglia in Italia: è stato dichiarato incostituzionale il divieto per le persone single di adottare minori residenti all’estero. Una norma, quella contenuta nella legge n. 184 del 1983, che escludeva esplicitamente i single dall’adozione internazionale, è stata finalmente giudicata lesiva dei diritti fondamentali.
La Corte ha ritenuto la norma in contrasto con l’articolo 2 e il primo comma dell’articolo 117 della Costituzione, riconoscendo che vietare aprioristicamente l’adozione ai single limitava eccessivamente il loro diritto all’autodeterminazione e l’interesse legittimo a diventare genitori. Un pronunciamento che allinea l’Italia agli standard internazionali sui diritti dell’infanzia e dell’adulto, aprendo finalmente a un principio di uguaglianza sostanziale.
Una legge che rompe il tabù giuridico dei single di adottare
La Corte non ha certo abdicato al principio fondamentale della tutela del minore: la valutazione dell’idoneità del singolo richiedente resterà saldamente nelle mani del giudice, che dovrà verificare caso per caso la capacità educativa, affettiva e materiale di garantire al bambino un ambiente “stabile e armonioso”. Ma ciò che cambia radicalmente è il presupposto di partenza: non è più la composizione familiare a costituire un ostacolo insormontabile, bensì l’effettiva capacità di prendersi cura. Una visione che riconosce, finalmente, che il concetto di “famiglia” non può più essere rigidamente incasellato in modelli tradizionali.
Il benessere del minore al centro
Fino ad ora, l’unico spiraglio per i single che volevano adottare un minore all’estero era rappresentato dall’esistenza di un legame di sangue, anche remoto (fino al sesto grado). Una condizione fortemente limitante e poco aderente alla realtà dei bisogni dei bambini in stato di abbandono. La Corte sottolinea come mantenere un simile divieto rischiasse di danneggiare proprio i soggetti che l’adozione dovrebbe proteggere: i bambini. In un momento in cui le richieste di adozione sono in netto calo, e i minori adottabili continuano a crescere, privarsi di aspiranti genitori competenti solo perché single è una miopia giuridica e sociale che finalmente viene corretta.
I single potranno adottare all’estero: è un bene!
Questa sentenza è una boccata d’aria, un atto di giustizia che riconosce la complessità del nostro tempo. Personalmente, non posso che essere d’accordo e contenta: questa apertura rappresenta un avanzamento reale verso una società più equa, in cui il desiderio di genitorialità non è più vincolato a un modello di coppia imposto, e in cui si torna davvero a mettere al centro il benessere dei bambini.In un sistema che troppo spesso fa pesare ai singoli la colpa di non essere “famiglia” secondo un canone novecentesco, questa pronuncia è un segnale di fiducia e di civiltà. E anche una promessa: che i diritti, se si continua a lottare, possono ancora allargarsi.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





