Esteri

Cos’è la Sindrome dell’Avana? Misteriosa malattia che affligge i diplomatici Usa a Vienna

Vienna è famosa come centro per la diplomazia e lo spionaggio. Il governo degli Stati Uniti sta indagando su una serie di incidenti sanitari nella capitale austriaca Vienna, che coinvolgono i suoi diplomatici e altri funzionari amministrativi. Più di 20 dipendenti hanno riportato sintomi simili a Sindrome dell’Avana. Misteriosa malattia cerebrale da quando il presidente Joe Biden è entrato in carica a gennaio. Non c’è alcuna spiegazione per questa sindrome, ma gli scienziati americani affermano che è molto probabilmente causata da radiazioni a microonde mirate.

Questi sintomi potrebbero essere riconducibili alla Sindrome de L’Avana. Questa sindrome è stata documentata per la prima volta nel 2016 e nel 2017 quando gli ufficiali statunitensi che si trovavano nella capitale cubana hanno riportato una serie di sintomi inspiegabili, che includevano emicranie, vertigini, perdita dell’udito e altri disturbi neurologici di varia portata.

Gli Stati Uniti hanno accusato Cuba di compiere “attacchi sonori”, ma il Paese caraibico nega con veemenza. L’incidente ha aumentato la tensione tra i due paesi. Uno studio accademico americano del 2019 ha rilevato “anomalie cerebrali” nei diplomatici che si sono ammalati, ma Cuba ha respinto il rapporto.

Da allora, oltre 130 ufficiali statunitensi in tutto il mondo hanno riportato sintomi simili: è successo in Cina, in Russia e anche negli Stati Uniti. I ricercatori hanno dichiarato che le persone coinvolte stavano avendo dei sintomi riconducibili a dei traumi cranici.

Sindrome dell’Avana. Potrebbe trattarsi di veri e propri attacchi

Ma come è possibile? Gli scienziati hanno sospettato che questo tipo di sinrome è generato da attacchi dovuti a onde radio, anche se questo è ancora da provare. Secondo il The New Yorker, William Burns – il capo della CIA – si è proprio espresso usando il termine “attacchi”.

Durante la guerra fredda, Vienna è stata una grande base per lo spionaggio internazionale. La sua neutralità, infatti, permetteva alle spie di circolare piuttosto liberamente e di avere grande possibilità di azione.

Intanto, il Ministro degli Affari Esteri austriaco sembra dare grande rilievo alla vicenda: “Stiamo lavorando con le autorità statunitensi per arrivare al fondo della faccenda”, ha dichiarato. “Prendiamo questi report molto seriamente. La sicurezza dei diplomatici mandati in Austria e delle loro famiglie è per noi una delle priorità più importanti“.

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