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Covid-19, fine dello stato di emergenza: cosa cambierà dopo il 31 marzo?

L’Inghilterra, alla fine della settimana prossima, toglierà tutte le restrizioni contro il Covid-19, compreso l’obbligo di auto-isolamento per i contagiati. L’Italia, invece, non seguirà il Premier Johnson, ma allenterà le misure di sicurezza. È certo che rimarrà l’obbligo delle mascherine al chiuso e del green pass anche oltre il 31 marzo, giorno in cui scadrà lo stato di emergenza. Inoltre, il Ministro Speranza sta valutando l’opzione della quarta dose vaccinale per tutti dopo l’estate.

Fine dello stato di emergenza: quali saranno i cambiamenti?

Il 31 marzo, sembra ormai quasi certo, terminerà lo stato di emergenza. Non essendoci un vaccino adeguato per contrastare la mutazione del Sars Cov 2, Omicron, il Comitato tecnico scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco, ha dato il proprio via alla somministrazione della quarta dose di vaccino anti-Covid per i pazienti gravemente “fragili”. La categoria comprende chi ha subito trapianti o soffre di determinate patologie che abbassano le difese o chi prende farmaci che riducono l’azione del sistema immunitario. La somministrazione, dicono gli esperti, va fatta dopo almeno 120 giorni dall’ultima dose.

Inoltre, dalle parole del Ministro Speranza, sembra che continuerà ad esserci la distinzione tra Super Green Pass, ovvero la Certificazione verde ottenuta solo con vaccinazione o guarigione, e Green Pass Base, che si ottiene con vaccinazione, guarigione o test antigenico rapido o molecolare negativo. È probabile che venga cancellato l’obbligo del green pass rafforzato per entrare nelle varie attività commerciali.

Inoltre, nella prospettiva di riaprire il Paese al turismo straniero per le vacanze di Pasqua, il Governo dovrebbe togliere la quarantena agli stranieri che arrivano in Italia.

Siti culturali, piscine e attività sportive all’aperto potrebbero tornare agibili anche ai non vaccinati già a partire da aprile.

Probabile invece che rimarrà necessario avere il Super Green Pass per l’accesso ai posti di lavoro anche dopo la fine dell’obbligo previsto oggi per il 15 giugno.

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