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Covid: le reazioni collaterali al vaccino per il 64% sono provocate dal “nocebo”, di cosa si tratta?

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Sono stati effettuati vari studi statunitensi che dimostrano come molti dei pazienti che accusano effetti collaterali al vaccino anti-Covid siano in realtà solo frutto di suggestioni, causa del cosiddetto “effetto nocebo”. Se l’ansia e lo stress, provocano le reazioni avverse è colpa della cattiva comunicazione legata ai vaccini o è semplicemente il periodo di tensione generale che stiamo vivendo?

Cosa è l’effetto nocebo e perché si manifesta così spesso?

Tanti degli effetti collaterali del vaccino sarebbero solo provocate dall’effetto nocebo.
Il termine indica il senso opposto del placebo, e si manifesta quando stando in uno stato di apprensione, si cominciano a temere sintomi avversi, favorendone così la comparsa, o la presunta tale; quindi per semplice autosuggestione.
Questo è quanto emerso da vari studi americani, partendo proprio dal fatto che molti pazienti a cui era stato somministrato il placebo, sostanza senza principio attivo, hanno accusato la comparsa di sintomi.

Lo studio condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston ha spiegato come nel 64% dei casi, gli effetti inattesi siano stati solo frutto di ansia e suggestione. L’indagine ha coinvolto 45.380 pazienti di cui 22.802 hanno ricevuto la dose reale di vaccino, a tutti gli altri è stato invece somministrato il placebo, senza che ne fossero a conoscenza. Dopo la prima dose, il 46.3% chi aveva ricevuto il vaccino ha accusato mal di testa e spossatezza, mentre il 66.7% ha raccontato di aver avuto dolori locali riconducibili alla zona del braccio in cui era stata effettuata l’iniezione.

Ciò che però è emerso di interessante è che anche i pazienti a cui è stato somministrato il placebo hanno riscontrato dei sintomi. Il 35.2% dolori come il mal di testa, e per il 16.2% dolori a livello locale.
Il gruppo di ricerca ha poi incrociato i dati definendo che almeno il 64% dei pazienti che accusano la comparsa di sintomi avversi, sono causa dell’effetto nocebo.

Un altro studio simile, condotto dall’università di Harvard, ha riscontrato come i casi di nocebo salirebbero addirittura al 76%; infatti il 35% di coloro che hanno ricevuto la soluzione salina hanno raccontato della comparsa di mal di testa e stanchezza, mentre il  16% ha parlato di dolori più forti al braccio, con rossore e rigonfiamento.

Se i dati sono così alti, è inutile chiedersi il perché. C’è stata una forte ansia, anche mediatica, già dalle primissime somministrazioni, che si è andata a dipanare, anziché diminuire, con il passare del tempo.
Si è parlato forse troppo degli effetti collaterali del vaccino anti-covid, facendo spesso comparire dati allarmarti, senza poi effettivamente spiegarli, e questo ha causato stress e tensione nelle persone, tanto da portare alcune a voler rifiutare di effettuare anche la prima dose, o a far passare molto tempo prima di convincersi.

Una cattiva comunicazione e “propaganda”, che sarebbe dovuta essere più efficace, soprattutto perché in questo periodo storico le persone sono già molto soggette a vivere stati di ansia e nervosismo, anche inconsciamente, per l’enorme mole di resoconti che si leggono e ascoltano ogni giorno da 2 anni a questa parte.
L’aumento dei contagi, i posti occupati nelle terapie intensive, le restrizioni attuate dal governo; sono tutti fatti che trasmessi così spesso, a volte anche in modo sensazionalistico producendo allarmismo. In merito a ciò, il virologo Matteo Bassetti ha comunicato espressamente che: “Se il placebo provoca effetti collaterali simili al vaccino evidentemente non è il vaccino ma tutto quello che c’è oggi intorno al mondo della vaccinazione con l’ansia e lo stress frutto anche di una cattiva pubblicità fatta ai vaccini – e ancora- Ad esempio, tutto questo discutere degli effetti collaterali dei vaccini anti-Covid non ha aiutato.”

Quanto è stata, ed è tutt’ora efficace la comunicazione attuata in merito al Covid e soprattutto alle vaccinazioni?

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