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Covid: lo studio segreto sull’andamento contagi dopo le riaperture di Merler

Uno studio condotto da Stefano Merler ha previsto, sulla base di un modello statistico, l’andamento dei contagi e del tasso di mortalità da Covid-19 a seguito delle riaperture.

Un modello statistico per prevedere l’indice Rt fino al 15 luglio

Stefano Merler è un matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler che fa i conti per l’Istituto superiore di Sanità e il Ministero della Salute da febbraio 2020. Lo studio mai reso pubblico dal governo, è stato presentato il 16 aprile al Cts ed è stato determinante — dicono da Palazzo Chigi — per frenare le riaperture considerate troppo rischiose.

Nelle proiezioni ci sono solo calcoli, nulla viene detto su cosa riaprire e cosa no. Scelte che spettano al governo guidato da Mario Draghi. Sul tavolo ci sono delle ipotesi. L’ultimo Rt rilevato sui casi sintomatici, riferito al periodo tra il 31 marzo e il 13 aprile, è di 0,81. Secondo le previsioni, molto probabilmente a seguito delle riaperture di qui al 15 luglio, l’Rt dovrebbe ricresce a 1 e dovremmo continuare a fare i conti con 200/300 morti circa al giorno. Se dovesse salire a 1,1 il rischio è di un aumento costante dei decessi fino ad arrivare a metà luglio a 600 al giorno. A 1,25 sarebbe il disastro: fino a 1.200/1.300 vittime al giorno. Ovviamente tutto ciò vale senza misure di restrizioni aggiuntive. Per semplificare in uno scenario di «liberi tutti».

Cosa sarebbe successo se avessero riaperto il 12 maggio?

Un’altra simulazione illustrata da Merler ha previsto cosa sarebbe successo se il riavvio fosse stato rimandato al 12 maggio. I decessi giornalieri sarebbero stati la metà: 100. Per Merler ritardare di due settimane la ripartenza, era la situazione più congeniale poichè  avrebbe voluto dire aprire con un numero di casi giornalieri decisamente inferiore a quello attuale. L’ultimo report del Cts, aggiornato al 18 aprile, conta 157 casi a settimana ogni 100 mila abitanti. Perché l’epidemia sia sotto controllo bisogna arrivare a 50. Senza riaperture, che incidono sull’innalzamento della curva di infezioni, tra 15 giorni avremmo potuto scendere un bel po’.

Un margine minimo prima che la situazione si aggravi di nuovo

Adesso c’è un po’ di margine. Ma è minimo. Non possiamo fare crescere l’Rt sopra l’1 e partiamo già da 0,81. Dunque, il tesoretto che abbiamo, secondo l’analisi di Merler, è di 0,2. E un po’ ce lo siamo già giocati, come mostrano le slide mostrate al Cts, con il riavvio della scuola in presenza. Certo proprio sulla scorta dei calcoli di Merler, l’alternativa — che non sarebbe dispiaciuta ad alcuni esponenti del Cts — avrebbe potuto essere quella di riaprire a maggio con un’incidenza più bassa. Il timore è che essendo elevata, la curva dei contagi possa ricrescere in fretta, costringendo a nuove chiusure.

La necessità di accelerare la campagna vaccinale

I conti di Merler tengono conto anche dell’abbassamento della letalità del virus indotto dalle vaccinazioni. Grazie ai vaccini il Covid sta già uccidendo meno e a un certo punto diventerà paragonabile all’influenza stagionale. Una prima data ipotizzata dall’Ispi in questo senso è stata il 25 giugno. Ma tutto è legato al ritmo con cui procede la campagna vaccinale e, soprattutto, a chi viene immunizzato: vanno protetti prima i fragili. Palazzo Chigi, con il generale Francesco Figliuolo, conta di accelerare ancora sulle vaccinazioni, arrivando a proteggere al 25 maggio l’80% dei fragili. E le riaperture saranno graduali. Al di là dei conti, la consapevolezza del Cts è che adesso molto dipenderà dai comportamenti individuali. Altrimenti non resterà che richiudere di nuovo.

Gaia Radino

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