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Covid19: a novembre 2019 tre ricercatori di Wuhan erano positivi

La pandemia mondiale, dovuta al Covid19, si è scatenata ormai quasi un anno e mezzo fa. Era dicembre 2019 quando si iniziarono a sentire i primi casi, in Cina, portati all’attenzione dell’OMS. L’8 dicembre Pechino confermò i primi casi; il 31 anche Wuhan. Poi a febbraio ecco che di colpo anche l’Italia si ritrovò dentro l’incubo, seguita dalle altre nazioni.

Covid19: qual è la reale causa?

Ancora oggi si dibatte sul quale sia stata la causa portatrice. C’è chi dà la colpa ai laboratori cinesi; chi dà la colpa ai pipistrelli; ma anche qualcuno che vede dietro questo fenomeno una guerra tra potenze mondiali elaborata molto tempo fa.

Non si ha, al momento, una data precisa dell’inizio del contagio mondiale, anche se da marzo 2020 ad oggi, sono state molte le ipotesi che collocano i primi contagi, da Covid19, all’interno di un periodo che va tra settembre e novembre 2019, sia in Italia che in Cina. I primi due casi in Italia risalgono al 29 gennaio, confermati soltanto due giorni dopo. Erano due turisti cinesi, in vacanza in Italia, che avevano avuto dei sintomi e per questo ricoverati. Il boom di contagi però ci fu a febbraio quando a Codogno vennero trovati 16 positivi al virus, aumentati al 60 il giorno seguente. E da lì poi, purtroppo, lo ricordiamo tutti come si è evoluta la storia.

In Cina primi casi di Covid19 già a novembre

In Cina, i primi casi, vengono fatti risalire ufficialmente al 12 gennaio 2020 a Whuan, ma non sono pochi i sospetti che in realtà il virus avesse iniziato a circolare molto tempo prima e tenuto nascosto. Il Wall Street Journal ha da poco pubblicato una sconcertante notizia: un rapporto dell’Intelligence americana ha rivelato che nel novembre del 2019, tre ricercatori dell’Institute of Virology di Wuhan si ammalarono contemporaneamente e finirono all’ospedale. Nella relazione, tenuta finora top secret, si apprende che i sintomi dei tre ricercatori erano compatibili sia con l’influenza stagionale che con il Covid19.

A maggio dello scorso anno, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha promosso uno studio assieme agli scienziati cinesi i cui risultati, all’interno di un rapporto, sono stati pubblicati sul sito il 30 marzo 2021. I dati esaminati erano per un periodo tra il 14 gennaio e il 10 febbraio 2021. L’Oms affermò, con in mano i risultati, che la possibilità che il virus fosse stato trasmesso da pipistrello a uomo era maggiore rispetto ad una creazione in laboratorio.

Affermazione che però è stata molto criticata da numerosi scienziati, che trovano “sbilanciato” il rapporto, viste le poche pagine dedicate alla possibilità di una creazione laboratoriale del virus.

Niente tornerà uguale al pre-pandemia

Probabilmente non sarà mai chiarita al 100% la faccenda, sono troppe le cose che rimangono ancora prive di spiegazione e troppe le domande senza risposta. Che sia stato un esperimento mal riuscito, una creazione o una malattia trasmessa da un animale, il fatto certo è che, il virus c’è ancora, e probabilmente sarà un’esperienza che non tutti riusciranno a dimenticare o ad andare avanti come se non fosse mai accaduto.

In molti hanno perso genitori, amici, figli, parenti. Qualcuno ha dovuto fare i conti con una perdita meno grave, anche se in fin dei conti molto grande, la perdita del lavoro o di una propria attività e, sicuramente, sarà capitato a molti di dover fare i conti con bollette da pagare e soldi che non c’erano più. Un incubo anche per chi il Coronavirus l’ha passato e fa fatica a riprendersi al 100%, perché forse si trascinerà dietro malesseri fisici e psicologici a vita. Per chi vive lontano dai propri cari e non può stargli accanto nei momenti difficili. Per chi, per mesi, non ha potuto far visita ai propri genitori o nonni troppo anziani o con patologie, sacrificando abbracci, carezze e baci, che sono tropo importanti quando la vita delle persone avanza e non si può sapere quali saranno gli ultimi. Un incubo soprattutto per chi ha dovuto sotterrare i propri cari senza potere nemmeno dirgli addio o dargli un ultimo saluto. Un periodo che ha segnato i bambini in modo permanente privandoli della loro libertà e spensieratezza.

Anche se un giorno dovesse uscire tutta la verità, niente e nessuno potrà riportare indietro tutti i defunti o il tempo che il Covid19 ci ha tolto.

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