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Crisi di governo ad un passo: oggi la sfida di Renzi a Conte

La crisi di governo che da settimane sta tenendo con il fiato sospeso i palazzi della politica italiana sembra ormai inevitabile.

L’occasione per il colpo di grazia dovrebbe essere proprio questa sera, dopo che il Consiglio del Ministri avrà votato il Recovery plan

Non è un mistero che il deus ex machina della crisi sia Matteo Renzi, che nella giornata di ieri ha tuonato: “ Capisco che qualcuno vorrebbe farmi fare la figura dell’irresponsabile, ma si sbaglia di grosso. Quando arriverà il testo lo valuteremo e decideremo se astenerci o votare a favore in Consiglio dei ministri, perché prima di tutto viene l’interesse del Paese, ma subito dopo faremo quello che dobbiamo fare”.

Più che una minaccia, insomma.

Renzi rifiuta il ministero degli Esteri

A poco è servita la mediazione dello stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che, stando alle parole di Renzi, avrebbe offerto al senatore fiorentino di fare il ministro degli Esteri. “Ma ovviamente gli ho detto di no, perché non mi interessano le poltrone, anche se non lo hanno capito. Di me, per la verità, non hanno compreso niente, pensano che poi mi tirerò indietro, però non è così”.

Segretario generale della Nato?

Secondo più di un analista però le vere mire di Matteo Renzi sarebbero ben più in alto di un posto nella squadra di governo: diventare il prossimo segretario generale della Nato.

L’Italia infatti è stata vicinissima all’elezione di Franco Frattini sette anni fa, con l’appoggio di Monti prima e Letta poi. A bloccare tutto fu, nemmeno a dirlo, proprio l’allora neo presidente del Consiglio Matteo Renzi che permise l’elezione del candidato norvegese.

Forte di un solido appoggio internazionale coltivato negli anni – a partire da Joe Biden – Renzi vorrebbe vantare questo credito con la Nato

Forse anche in questo contesto va collocato il video di qualche anno fa ritornato virale in questi giorni, in cui Renzi fa sfoggio di un inglese tutt’altro che ortodosso. Come a volerlo delegittimare nel suo intento ancora prima che venga reso pubblico nel dibattito politico.

La mediazione del Quirinale

Il Quirinale sta cercando di convincere il gruppo di Italia Viva ad aspettare ameno le prossime settimane per staccare la spina al governo, dopo che il Recovery plan sarà passato anche dal Parlamento.

Di sicuro però sembra esserci l’esclusione del voto anticipato dopo la presa di posizione del PD e visto che sarebbe per Renzi una mossa suicida, stando ai recenti sondaggi che lo vedono intorno al 3%.

Renzi esclude un Conte ter

Al momento l’unica soluzione sembrerebbe quindi quella delle dimissioni di Conte e della formazione di un nuovo esecutivo guidato da una personalità alla Mario Draghi, magari con l’appoggio esterno di Forza Italia che lo ha sempre stimato.

Difficile al momento immaginare un Conte ter, soluzione caldeggiata dagli altri partiti di maggioranza.

Renzi fa sapere infatti che: “Per me non esiste nessuna crisi pilotata, nessun Conte ter, io posso anche votare il Recovery, ma poi apro una crisi vera». 

La resa dei conti appare ormai inevitabile.

Valerio Altieri

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