Il governo di Cuba ha annunciato di aver concesso l’indulto a 2.010 detenuti in occasione della Settimana Santa, dopo aver già rilasciato 14 prigionieri politici meno di un mese fa. 

Il governo cubano ha annunciato giovedì la liberazione di 2.010 condannati, argomentando motivi come la condotta dei detenuti, il tempo già scontato e il loro stato di salute, nel contesto della Settimana Santa. Nel frattempo, la coincidenza tra questo annuncio, l’arrivo di petrolio russo e l’aumento della pressione internazionale sui alleati di L’Avana mantiene aperto il dibattito su se si tratti di una decisione interna o parte di un movimento strategico più ampio

Tra i beneficiari dell’indulto figurano giovani, donne, anziani e cittadini stranieri prossimi al fine pena.

È la quinta amnistia che il regime cubano concede dal 2011, e servirà a ridurre la pressione su un sistema carcerario in grande difficoltà, nel mezzo della enorme crisi energetica e umanitaria che il paese sta attraversando negli ultimi tempi, peggiorata dal blocco del carburante imposto dagli Stati Uniti sul paese. È probabile che l’amnistia sia stata concessa per ottenere qualche concessione dagli Stati Uniti, come già successo altre volte in passato (anche se il governo cubano ha sempre negato che provvedimenti di questo tipo abbiano a che fare con le pressioni statunitensi).

Secondo Granma, il giornale del Partito Comunista cubano, la decisione si applicherà ai detenuti che abbiano dimostrato una buona condotta e scontato parti significative della loro pena o abbiano problemi di salute cronici. Secondo le organizzazioni che si occupano di diritti umani, il regime comunista imprigiona centinaia di detenuti politici con accuse più o meno pretestuose. Il governo ha fatto sapere che da questa amnistia saranno esclusi i condannati per reati gravi, per esempio omicidio, violenza sessuale, traffico di droga.

L’annuncio dell’indulto di oltre 2.000 prigionieri a Cuba ha sollevato interrogativi sulle sue possibili motivazioni, nel contesto della recente arrivo di petrolio russo sull’isola e del complesso scenario geopolitico.

L’oppositore José Daniel Ferrer ha affrontato direttamente queste interrogativi in un video, dove ha rivelato che persino ex prigionieri politici gli hanno sottoposto l’ipotesi che si possa trattare di uno scambio sotterraneo.