Migliaia di manifestanti si sono radunati davanti all’Ambasciata Usa all’Avana per protestare contro la decisione di Washington di incriminare l’ex leader di Cuba Raul Castro, fratello di Fidel Castro, quasi 95enne e non più al potere (ufficialmente) da 8 anni. L’Agencia Cubana de Noticias ha postato su X foto della manifestazione, sottolineando che “di fronte alle ultime accuse del governo degli Stati Uniti contro il generale Raul Castro, il popolo si mobilita nella tribuna antimperialista. Patria, Rivoluzione e sovranità non si negoziano! Difendiamo i nostri leader e la dignità della nazione”.
“Raúl è Raúl, è Cuba ed è l’eroismo, la dignità e il profondo amore per il popolo che si riconosce in lui. Il nord turbolento e brutale che ci disprezza non ci conosce davvero: volendo dividerci, ci ha uniti di più” ha scritto su X il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, postando immagini della manifestazione che si sta svolgendo all’Avana a sostegno dell’ex presidente, recentemente inquisito dagli Stati Uniti. “Pochi giorni prima del 95esimo compleanno di Raúl, il tentativo di attaccare il generale dell’esercito è diventato una motivazione straordinaria per portare avanti la celebrazione della sua vita. Continua con il piede nella staffa. Ai sui ordini!” ha concluso il presidente cubano.
Díaz-Canel: “L’accusa a Castro rafforza l’anti-imperialismo di Cuba”
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha intanto affermato che la decisione della giustizia statunitense di rinviare a giudizio Castro ha compattato il popolo cubano e risvegliato sentimenti antimperialisti. “Agli eroi della Patria non si manca il rispetto, né la storia e le tradizioni vengono offese senza reagire, non a Cuba. Il nostro popolo si è sollevato con forza per rispondere all’ultima infamia dei nemici storici della nazione cubana: il tentativo di processare il leader della Rivoluzione in un tribunale statunitense. Questa nuova aggressione ci ha ulteriormente uniti e ha rafforzato l’onore, la dignità e il sentimento antimperialista di un popolo già riconosciuto in tutto il mondo per la sua coraggiosa resistenza a qualsiasi forma di subordinazione all’impero”, ha scritto in un post su X.
“Russia e Cina hanno aumentato l’attività di spionaggio”
Nel mentre, nella serata del 22 maggio, è emerso che Russia e Cina avrebbero aumentato le attività di spionaggio a Cuba negli ultimi anni. Lo scrive il Wall Street Journal , citando funzionari a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence statunitense. Secondo le fonti Russia e Cina dovrebbero investire in impianti di intercettazione elettronica a Cuba, poi utilizzati per spiare siti militari statunitensi in Florida e triplicando, a partire dal 2023, il numero di agenti dei servizi segreti che vi lavorano. Dei 18 siti di intelligence per le comunicazioni note sull’isola, la Cina ne gestisce attivamente tre e la Russia altri due, mentre gli altri appartengono a Cuba, secondo quanto riferito al Wall Street Journal.





