Cuba ha esaurito completamente le scorte di diesel e olio combustibile, ha dichiarato mercoledì il ministro dell’Energia e delle Miniere del Paese, mentre la capitale L’Avana affronta i peggiori blackout a rotazione degli ultimi decenni a causa di un blocco statunitense che ha strangolato l’approvvigionamento di carburante dell’isola. “Non abbiamo assolutamente olio combustibile, né tantomeno diesel”, ha affermato il ministro dell’Energia Vicente de la O ai media statali, aggiungendo che la rete nazionale si trova in uno stato ‘critico’. ‘Siamo privi di riserve’. Le interruzioni di corrente sono aumentate drasticamente questa settimana e la scorsa in tutta la capitale, con molti quartieri rimasti senza luce dalle 20 alle 22 ore al giorno, ha riferito il ministro, alimentando le tensioni in una città già stremata dalla carenza di cibo, carburante e medicinali. Con l’aiuto della Cina, Cuba sta muovendo importanti passi nella direzione delle energie rinnovabili, avviando un progetto che entro il 2028 dovrebbe vedere l’entrata in funzione di 92 impianti di produzione solare. Sei di questi sono già stati inaugurati e hanno da poco iniziato a funzionare. L’intento è quello di porre fine all’emergenza dovuta ai blackout di energia che si ripetono ormai da diverso tempo e negli ultimi mesi sono sempre più frequenti

Cuba e l’energia solare grazie alla Cina

Cuba ha triplicato la sua capacità fotovoltaica in appena un anno. Il paese è passato dal generare il 5,8% della sua elettricità con energia solare all’inizio del 2025 a oltre il 20% nel febbraio del 2026.

Alla crescita delle energie rinnovabili si affianca anche l’aumento dei veicoli elettrici sull’isola. Tra il 2020 e il 2022 Cuba aveva già prodotto circa 23’000 mezzi elettrici. Anche in questo settore il ruolo della Cina è stato decisivo con la joint-venture Vedca, che assembla a Cuba componenti importati dalla Cina per la produzione di veicoli destinati all’uso quotidiano.

L’espansione dell’energia solare, però, incontra importanti difficoltà tecniche. Il problema principale riguarda le batterie necessarie per conservare l’energia prodotta dai pannelli, che rappresentano anche la componente più costosa dell’intero sistema. Attualmente i pannelli riescono a generare elettricità durante le ore di sole, ma manca ancora una capacità sufficiente di accumulo energetico.

Cuba sta importando dalla Cina anche sistemi di batterie e tecnologie di accumulo. Tuttavia servirà tempo prima che il paese riesca a costruire una rete energetica efficiente, che riesca a ridurre i blackout e la dipendenza dal carburante importato.

Cuba prevede di aggiungere circa 1.200 MW di energia solare aggiuntiva nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere tra il 30% e il 35% di energia rinnovabile entro la fine dell’anno, ma gli esperti avvertono che tale obiettivo non risolverà i blackout finché la rete termolettrica non sarà riformata.