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Da oggi l’Italia torna a due colori: 11 regioni in arancione e 9 in rosso

Da oggi l’Italia torna a due colori: 11 regioni in arancione e 9 in rosso. Non ci sono zone gialle, probabilmente fino alla fine di aprile. Marche, Veneto e Provincia Autonoma di Trento passano in arancione. Le Regioni, in vista dell’incontro col governo di giovedì prossimo, chiedono di “fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici”. Ieri altri 296 morti, il tasso di positività balza al 10,4%.

Da oggi l’Italia torna a due colori

L’Italia, dopo i tre giorni in zona rossa durante le festività pasquali, torna a essere divisa in due fasce (arancione e rosso). Da domani 7 aprile si torna a scuola in presenza fino alla prima media anche in zona rossa. Ecco i colori dei diversi territori e cosa si può fare e non fare. Intanto le Regioni chiedono al governo di valutare aperture dal 20/4 se i dati lo consentiranno e giovedì potrebbe esserci un vertice al riguardo.

Zona rossa: Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania. Sono 9 le regioni sottoposte alle misure di contenimento più rigide, dove è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici. E’ invece sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale. Le scuole sono in presenza fino alla prima media mentre è prevista la didattica a distanza per gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori. Sono chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici, negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Aperti anche i negozi per bambini, dai  giocattoli all’abbigliamento. Prosegue l’attività dei mercati che vendono esclusivamente generi alimentari. I centri commerciali sono chiusi nel fine settimana.

Zona arancione: Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite in zona arancione, all’interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di Provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.

E’ vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l’asporto, fino alle18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo). I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto.

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