Dal 7 gennaio 2026 la Fontana di Trevi, tra i monumenti più visitati della Capitale, diventerà a pagamento. I romani potranno continuare a godere della sua bellezza gratuitamente, mentre i turisti dovranno acquistare un ticket dal costo di due euro. Già da dicembre 2024, l’area era stata contingentata, per evitare assembramenti, permettendo a turni di quattrocento persone di avvicinarsi all’attrazione per il simbolico lancio della monetina.

Il nuovo assetto prevede due corsie, una per i visitatori esterni e una per gli autoctoni, delimitate da paletti di ottone, e la possibilità di pagare utilizzando la carta di credito. Anche il Pantheon, dal luglio del 2023, ha introdotto un biglietto d’ingresso a cinque euro.

Fontana di Trevi a pagamento: il piano per “salvare” Roma dell’overtourism

La rivoluzione, dunque, arriverà subito dopo l’Epifania, e al termine del Giubileo. Le tempistiche, con ogni probabilità, derivano proprio da una moratoria per le festività natalizie, nonostante i numeri da record per quanto riguarda il turismo stagionale. Un ulteriore incremento è previsto dal 28 dicembre. Il culmine arriverà a Capodanno, in particolare per il Concertone del 31 dicembre al Circo Massimo, che vedrà protagonisti Tananai, Fabri Fibra e Alessandra Amoroso.

Daniela Santanchè, ministra del Turismo, si è detta favorevole alla misura, da lei proposta già più di un anno fa per«mettere a reddito le nostre ricchezze». Regolare i flussi turistici attraverso un sistema di prenotazione e pagamento, per lei, è l’unica opzione in grado di arginare il sovraffollamento e non ridurre Roma e le sue bellezze a un parco giochi, ostaggio dell’overtourism.

Federica Checchia