La prima ministra danese, Mette Frederiksen, ha indetto elezioni anticipate indicando il 24 marzo come data. La scelta è da ricondurre a un aumento di popolarità ottenuto recentemente grazie alla sua presa di posizione contro le minacce del presidente Donald Trump. Il cambio di rotta dell’opinione pubblica ha subito un mutamento significativo, specie dalle ultime elezioni municipali tenute a novembre 2025. In queste ultime, infatti, si era palesata una pesante sconfitta per il partito Socialdemocratico. Tuttavia, secondo i servizi di informazione della Danimarca una minaccia potrebbe frapporsi tra Frederiksen e le elezioni, sottolineando che questa provenga proprio dalla Russia.

Le elezioni in Danimarca potrebbero essere minacciate dalla Russia

Gli ultimi mesi, colmati abbondantemente dalle minacce di Trump, hanno visto riemergere la prima ministra e il suo partito. Sono state le sue dure prese di posizione contro le richieste del presidente statunitense, infatti, a far cambiare idea ai cittadini. Il governo danese, ad esempio, ha detto in più riprese che la Groenlandia (territorio che, seppur autonomo, fa parte della Danimarca) non è in vendita. Ha poi definito un’eventuale occupazione dell’isola da parte degli Stati Uniti “totalmente inaccettabile”. È evidente l’intenzione di Frederiksen che l’ha spinta ad anticipare le elezioni: sfruttare a proprio favore l’unità nazionale diffusasi tra la popolazione in seguito alle proteste contro Trump.

Eppure, le pressioni del presidente statunitense non hanno solo alimentato il senso di unità. Simultaneamente, hanno creato delle “nuove linee di frattura nazionale” che potrebbe essere sfruttate subdolamente. Per questa ragione i servizi di informazione della Danimarca hanno evidenziato un possibile tentativo da parte della Russia di influenzare le elezioni del 24 marzo. Ciò è stato contemplato proprio per il sostegno danese all’Ucraina. Il servizio di intelligenze della polizia (PET), così come l’intelligence militare (FE), come riporta il Guardian, hanno dichiarato in un comunicato congiunto che l’intera campagna elettorale potrebbe essere colpita da disinformazione e attacchi informatici. Queste possibili minacce verrebbero sfruttate per “seminare divisione, influenzare il dibattito pubblico o colpire candidati, partiti o specifici programmi politici”.

Stefania Cirillo