Dara ha vinto sabato la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest con il suo contagioso inno da festa “Bangaranga“, regalando al Paese del sud-est europeo la sua prima vittoria in assoluto nella competizione. La Bulgaria, che ha debuttato all’Eurovision nel 2005, non aveva mai vinto in quattordici partecipazioni. Il suo miglior piazzamento era stato un secondo posto ottenuto nel 2017 da Kristian Kostov con “Beautiful Mess”. Il percorso della Bulgaria alla manifestazione è stato segnato da ben nove mancate qualificazioni alla finale e diverse pause dal concorso, l’ultima tra il 2023 e il 2025.
Dara è una delle musiciste pop più conosciute del suo Paese, che ha plasmato l’immagine del pop bulgaro contemporaneo con la sua voce unica, la sua presenza scenica carismatica e la sua disinvolta fusione di generi. Dara ha spinto i confini della musica bulgara ed è nota soprattutto per i suoi grandi successi Thunder , Call Me e Mr. Rover , che hanno dominato le classifiche per settimane. Oltre ad aver raggiunto più volte il primo posto nella classifica radiofonica ufficiale bulgara, Dara è diventata anche una figura di spicco nella scena musicale balcanica moderna. Mentre le sue canzoni ei suoi video hanno totalizzato oltre 80 milioni di ascolti e visualizzazioni, Dara ha anche fatto da mentore ad una nuova generazione di musicisti, attraverso The Voice of Bulgaria, nel 2021 e nel 2022. Il suo progetto più intimo fino ad oggi, l’album Adhdara, è stato pubblicato nel 2025. Questo progetto ha segnato la sua transizione da artista pop affermata nel suo Paese d’origine un artista con una distinta identità internazionale e una presenza globale.
Il cantante israeliano Noam Bettan si è classificato secondo in una gara a Vienna offuscata da proteste e dal boicottaggio per la partecipazione del Paese. In questo contesto delicato, l’esibizione di Noam Bettan con “Michelle” voleva stemperare le tensioni e cercare di riportare l’attenzione sulla musica. Tuttavia, la frase “Am Yisrael Chai” – espressione ebraica che significa “Il popolo d’Israele vive” – è un noto slogan di solidarietà. Esprime la forza e la resilienza della nazione ebraica ed è storicamente utilizzata come affermazione della continuità e dell’identità, in particolare durante periodi di forti avversità.
Un solo punto per il Regno Unito, in coda alla classifica. Penultima l’Austria, paese ospitante. In fondo, a sorpresa, anche la Germania.
La classifica Finale
1. Bulgaria
2. Israele
3. Romania
4. Australia
5. Italia
6. Finlandia
7. Danimarca
8. Moldavia
9. Ucraina
10. Grecia
11. Francia
12. Polonia
13. Albania
14. Norvegia
15. Croazia
16. Repubblica Ceca
17. Serbia
18. Malta
19. Cipro
20. Svezia
21. Belgio
22. Lituania
23. Germania
24. Austria
25. Regno Unito





