Calcio

D’Aversa: “La mia Sampdoria? È forte, il presidente vuole la Coppa Italia…”

È un nuovo inizio per la Sampdoria dopo il regno, estremamente positivo, di Claudio Ranieri. L’erede del tecnico campione d’Inghilterra con il Leicester City è Roberto D’Aversa, ex Parma. Il mister ha tracciato la via della squadra svelando che Massimo Ferrero punta alla vittoria della Coppa Italia nella prossima stagione.

D’Aversa: “Coppa Italia? Il presidente vorrebbe vincerla…”

Ecco le dichiarazioni di Roberto D’Aversa, mister della Sampdoria, nella conferenza stampa che ha fatto il punto sul ritiro dei blucerchiati:

“Eredito una formazione che ha conquistato 52 punti e magari ha qualche rimpianto, perché pensava di poterne totalizzare di più: che senso avrebbe parlare di semplice salvezza? Come potrei? No, le cose vanno dette, con umiltà, ma senza paura. Il nostro compito è di fare meglio dell’anno scorso. Asticella alta, obiettivo difficile, ma con l’abnegazione e il sudore ci si può riuscire. La mia Sampdoria deve essere spavalda e ambiziosa. Consapevole della propria forza e pronta a giocarsela con tutti. Onorando la maglia che indossa che, non lo dico io, ma tutto il mondo, è la più bella che c’è”.

Continua il tecnico:

“Ogni allenatore comunica un qualcosa allo spogliatoio. Spesso s’invita la squadra a non mollare, a maggior ragione io non posso correre il rischio che si senta appagata, abbassando le aspettative. Io credo che nella vita le cose vadano desiderate e volute. A me nessuno ha mai regalato nulla, bisogna andare al massimo, anzi, oltre. Come giocatore senza un grandissimo impegno non avrei combinato nulla. E anche come allenatore ragiono così. Questa squadra ha giocatori di qualità: doti tecniche e morali, grande cultura del lavoro. La base è ottima. Io so che siamo immersi in un mercato difficile, faticano tutte le squadre, non solo la Sampdoria. Ebbene sul nostro organico, senza sognare rinforzi irraggiungibili, mi verrebbe da dire una cosa semplice: meno lo tocchiamo, meglio è”.

Passaggio sulla Coppa Italia e la permanenza o meno di Damsgaard:

“Non solo si è espresso a parole, ma nei fatti. Ha messo un premio per la vittoria della Coppa Italia. È un traguardo. Sarebbe meraviglioso. Damsgaard? Ne abbiamo parlato sin dal primo incontro. A me farebbe piacere lavorare con lui, so però che potrei perderlo. Ciò che posso dire io è che gli farebbe bene giocare con continuità nel campionato italiano. L’anno scorso ha disputato 24 partite, ma non sempre dall’inizio. Potesse restare, sono convinto che il suo valore finirebbe per aumentare. Kulusevski all’Atalanta aveva disputato 3 partite. Con me a Parma è stato impiegato sempre, ha raggiunto la maturità, è esploso e alla fine è stato venduto per 44 milioni di euro”.

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