Lo scorso 20 febbraio, la Corte Suprema statunitense ha dichiarato illegittimi i dazi doganali imposti Donald Trump, sostenendo che avrebbero dovuto essere approvati dal Congresso e minando alle fondamenta l’accordo commerciale raggiunto a luglio 2025 tra Washington e Bruxelles. Dopo la sentenza, Trump ha annunciato un nuovo dazio generalizzato del 15%, usando, appellandosi alla sezione 122 del Trade Act del 1974 – che non è mai stata applicata – e che consente al presidente di imporre un dazio fino al 15% per 150 giorni. Trascorso tale periodo, l’amministrazione dovrà richiedere l’approvazione del Congresso. Durante i 150 giorni, l’amministrazione lavorerà all’introduzione di nuovi dazi “legalmente ammissibili”, ha affermato Trump.
Ora la Commissione europea sta “analizzando attentamente” la sentenza e le sue conseguenze per i rapporti commerciali tra Washington e Bruxelles per “fare chiarezza sui passi che intendono intraprendere in merito a questa decisione”, le capitali europee sono in contatto con il gabinetto von der Leyen per coordinare la risposta dell’Unione. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha tenuto un “lungo colloquio” con il commissario europeo responsabile per il Commercio Maroš Šefčovič, “per concordare un’azione comune dell’Italia con la Commissione Ue e con i Paesi alleati”.
“Un accordo è un accordo. Come principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’Unione Europea si aspetta che gli Usa onorino gli impegni assunti con la Dichiarazione congiunta, come la Ue mantiene i propri impegni”, quanto si legge nella dichiarazione diffusa dalla Commissione Ue dopo l’annuncio del tycoon sui nuovi dazi globali.
“La Commissione Europea chiede piena chiarezza sui passi che gli Stati Uniti intendono fare a seguito della recente sentenza della Corte Suprema sull’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa)”, prosegue la dichiarazione con il riferimento al fatto che sabato scorso Trump ha innalzato al 15% i dazi sulle importazioni negli Usa.
L’Europa chiede chiarezza a Trump
“I prodotti della Ue continuano a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti di dazi oltre il chiaro e complessivo tetto precedentemente accordo”, prosegue la dichiarazione riferendosi all’accordo raggiunto lo scorso anno che fissa i dazi Usa ad un massimo del 15% per la maggioranza dei prodotti europei. “Quando applicati in modo imprevedibile, i dazi sono intrinsecamente destabilizzanti, minando la fiducia e la stabilità nei mercati globali e creando ulteriore incertezza nelle catene di approvvigionamento internazionali”, conclude la dichiarazione in cui si afferma che la commissione è “in continuo e stretto contatto” con l’amministrazione Trump.
Domani la commissione Commercio dell’Europarlamento deve approvare l’accordo Usa-Ue sui dazi, ma il suo presidente ha detto che chiederà lunedì che “si metta in pausa il lavoro legislativo fino a quando non avremo una valutazione legale adeguata e chiari impegni da parte Usa”. “Caos puro sui dazi da parte dell’amministrazione Usa, nessuno riesce a capire nulla, solo domande senza risposta e crescente incertezza per l’Europa e gli altri partner commerciali”, ha scritto Lange sottolineando che “chiarezza e certezza legale sono necessarie prima di intraprendere altri passi”.





