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Aprile 20, 2021, martedì

Davide De Marinis: “Il brano ‘Mi Sono rotto’? È il mio sfogo nazional popolare”

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Davide De Marinis è tra i grandi protagonisti dell’ultimo periodo musicale. Con la sua simpatia ci ha accompagnato nel primo lockdown grazie al brano “Andrà tutto bene”, canzone importante e dal grande scopo benefico. In quest’ultimo periodo, coadiuvato da due grandi artisti quali Andrea Agresti e Claudio Lauretta, ha portato alla luce un nuovo brano; ma questa volta – il trio inedito – ci riporta però con i piedi per terra con la solita ironia, attraverso un titolo e un esclamazione che è stata utilizzata da un po’ tutti, come: “Mi sono rotto”.

La nostra intervista al cantautore Davide De Marinis

MM: Come stai vivendo questa situazione?

DDM: «Io Davide De Marinis mi autodefinisco cantautore di clausura! Sono diventato un cantautore di clausura e ringrazio la musica che mi sta aiutando a superare le difficoltà dello stare chiuso in casa. Non poter fare musica dal vivo mi manca tanto e il mio desiderio per il 2021 è che si possa tornare a suonare live».

MM: “Mi sono rotto”, che brano è?

DDM: «Questa canzone non vuole essere negazionista, ma come in una foto, rappresenta l’oggettività del momento. All’interno di questa canzone c’è di tutto e c’è anche il messaggio di speranza e l’identificazione verso i nuovi eroi, che sono i medici e gli infermieri».

MM: Possiamo considerare “Mi sono rotto” come uno una canzone di liberazione?

DDM: «Io sento questo brano come uno sfogo nazional popolare. Nella canzone c’è solo un nemico da combattere ed è il Covid. Nel brano lo dico chiaro e tondo».

MM: Com’è nato questo trio inedito?

DDM: «Questo trio è nato perché la canzone mi è stata suggerita da Andrea Agresti, io non avrei mai pensato di scrivere una canzone del genere. Una mattina di due mesi fa Andrea (Agresti ndr.), mi chiama e mi chiede di scrivere il seguito di “Andrà tutto bene”.  Da buon cantautore di clausura, dopo questo stimolo mi sono messo con la chitarra e dopo un paio d’ore avevo pronto il brano. Parlando sempre con Agresti, c’è venuto in mente di chiamare Lauretta per far dire al suo Pozzetto: “Mi sono rotto i …” (celebre esternazione di Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna” ndr.) ».

De Marinis, Agresti, Lauretta – “Mi sono rotto” official video

MM: Da “Andrà tutto bene”, a “Mi sono rotto”, cos’è cambiato?

DDM: «Lì eravamo nel primo lockdown, ed eravamo tutti più speranzosi. Eravamo convinti che tutto sarebbe andato bene e che dovevamo essere ottimisti. Invece, purtroppo non è andata così bene ed è rimasta una scia importante di questo virus. Mi sarebbe piaciuto fermarmi al primo brano se devo essere sincero, però sono contento di aver scritto anche questa canzone».

MM: Cosa ci ha levato il covid?

DDM: «Non poter abbracciare le persone care, non sentirmi libero di girare o di andare a trovare mia mamma. Però è giusto così, al momento bisogna rispettare le regole e le distanze».

MM: Tu che hai partecipato a Sanremo, cosa ne pensi di questa volontà di fare il festival ad ogni costo?

DDM: «Se riescono a tenere il pubblico e gli addetti ai lavori in sicurezza si può anche fare. Il mio dubbio però non è solo sul pubblico presente o sui vari lavoratori, ma sul come lo preservi dai possibili contagi. Io non provo indignazione, io sono sempre per il fare. Se ti fai guidare dalla paura non sei una persona libera. Bisogna farsi guidare dal sogno e dalla gioia di vivere. Sarei a favore di Sanremo, anche senza pubblico, ma sempre nella sicurezza. Sarei contro nel non fare il festival a priori».

MM: Invece, per te, cosa vuol dire il palco dell’Ariston?

DDM: «È stata un esperienza meravigliosa. Io ci tornerei anche domani, andrei lì anche solo con chitarra e voce (in unplugged). L’Ariston è il palco più bello, il più emozionante e il più impegnativo. Io credo che per un artista italiano calcare quel palco sia la cosa più importante che possa fare. Per me tornare a Sanremo sarebbe un sogno. L’atmosfera sanremese è magica».

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