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DecimArt #1: Little Nightmares, una macabra metafora della vita

Cos’è DecimArt?

DecimArt è una rubrica che si propone di approfondire i contenuti di alcuni titoli videoludici di particolare interesse. Molti dei videogiochi di cui si andrà a parlare, a partire da questo primo numero, sono portati in streaming su twitch dal sottoscritto sui canali PadSolitario o SecondoPad.

Little Nightmares

Little Nightmares è un gioco pubblicato nel 2017 da Bandai Namco sulle console PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Google Stadia e che quest’anno ha visto uscire il suo secondo capitolo. Pur essendoci dei collegamenti tra i due titoli non vi è una vera e propria storia da seguire. Ma in cosa consiste il gioco? Little Nightmares è un’intrigante miscela di generi costituita in prevalenza da elementi platform e rompicapi da risolvere per proseguire; il tutto contornato da un’atmosfera horror. A differenza dei giochi su piattaforme tradizionali, non avremo quasi mai la possibilità di combattere i nostri assalitori; sono infatti molto rari i momenti in cui potremo togliere di mezzo un nemico.

Una metafora della vita

Come dicevo poc’anzi Little Nightmares non ha una vera e propria trama pertanto la comprensione del titolo richiede un’interpretazione personale. Quello che siamo chiamati a fare come giocatori è aiutare il nostro protagonista a fuggire da una nave piena di individui mostruosi pronti a divorarci. Ogni volta che supereremo un’area patiremo i morsi della fame e ogni volta dovremo rifocillarci per proseguire. Saranno proprio questi momenti la chiave per quella che ritengo essere la corretta interpretazione del gioco. Il modo di soddisfare il nostro lancinante bisogno di cibo muterà di volta in volta facendosi sempre più violento: inizieremo mangiando ciò che troveremo per caso, o elemosinando ad altri fuggiaschi, per passare poi a pietanze più “vive” e umane.

Proseguendo nella storia il nostro amico incappucciato diverrà sempre più simile ai mostri da cui scappa fino a che, divorandone uno, ne acquisirà i poteri e sarà in grado di competere con essi. Sotto questa luce non è difficile capire che tutto il percorso che faremo non è altro che una metafora della vita dall’infanzia all’età adulta; rappresenta la perdita dell’innocenza e l’omologazione ad una società governata dal principio fondamentale del mors tua vita mea. La visione dell’autore è pleatealmente e indiscutibilmente pessimistica: gli uomini sono mostri divoratori di altri uomini. Tutto agli occhi del bambino appare immenso e difficilmente raggiungibile (il mobilio stesso è sproporzionato e sembra collassargli addosso). Il fanciullo è un peter pan che rifiuta di diventare adulto e divorare a sua volta ma per sopravvivere è costretto a farlo e quando ne sarà in grado saprà distorcere persino la realtà intorno a lui.

Little Nightmares è una critica sociale, è un invito a preservare l’infanzia quanto più possibile, è un disperato tentativo di mostrarci la crudeltà del mondo ed è un gioco che va assolutamente giocato.

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Matteo Cucchi

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Matteo Cucchi

Diplomato in Scienze Applicate e studente di Lettere presso l'Università di Ferrara. Appassionato da molti anni di videogiochi, fumetti, manga e di nerd culture in generale.
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