Le politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump gradualmente, ma in modo inarrestabile, hanno continuato a intensificarsi. Tra gli esempi lampanti figura una modifica apportata l’anno scorso in merito alle linee guida sulla detenzione. Da quel momento gli arresti nei tribunali hanno subito un’impennata significativa. Tuttavia, il DHS non è stato in grado di fornire «motivazioni valide» che giustificassero tali politiche, per questa ragione un giudice federale ha deciso di annullarle. Così facendo, l’ICE non ha più il potere di arrestare i cittadini non statunitensi presso i tribunali dell’immigrazione.

Arresti nei tribunali dell’immigrazione. Il giudice le ritiene «arbitrarie e capricciose»

P. Casey Pitts, il giudice in questione, ha definito le politiche «arbitrarie e capricciose». Una delle prime ragioni sollevate riguarda il fatto che le politiche introdotte dall’amministrazione Trump hanno volontariamente ignorato la presenza di quelle persone nei tribunali. Molti di loro, infatti, cercavano solo di regolarizzare la propria posizione. La decisione di Pitts rappresenta un duro colpo per la stretta anti immigrazione voluta dal presidente statunitense, andando di fatto a rallentare le deportazioni di massa. «È ormai chiaro che la mancanza di coerenza tra le motivazioni addotte dall’ICE per le politiche di arresto nei tribunali del 2025 e l’espansione degli arresti presso i tribunali per l’immigrazione non deriva semplicemente da decisioni irragionevoli, ma da una totale assenza di decisioni», ha scritto il giudice.

Inizialmente la causa si era concentrata sui tribunali del Distretto Settentrionale della California, compresa l’area di San Francisco, e l’ICE aveva chiesto che la decisione finale fosse limitata esclusivamente a quella zona. Gli agenti hanno sostenuto che una limitazione analoga potesse influenzare negativamente il contrasto alla criminalità. Pitts, rifiutando tale richiesta, ha scritto: «Non è affatto ovvio che l’abolizione delle politiche sugli arresti nei tribunali ostacolerà in modo significativo le operazioni dell’ICE». Altre critiche sono giunte anche dal consigliere generale del DHS, James Percival. Quest’ultimo ha affermato che la sentenza andrà a danneggiare gli sforzi attuati contro l’immigrazione. Una sentenza analoga era arrivata anche da un giudice federale di New York il mese scorso, che aveva vietato all’ICE di effettuare arresti nei tribunali per l’immigrazione di New York. Adesso la sentenza del giudice Pitts estende il divieto a tutto il territorio nazionale.

Stefania Cirillo