Almeno ventinove persone sono finite in manette a Minneapolis, durante le grandi proteste in corso per l’omicidio di Renee Nicole Good, la donna uccisa da un agente dell‘Immigration and Customs Enforcement (ICE). I funzionari della città del Minnesota riportano il ferimento di un poliziotto, contro il quale alcuni manifestanti avrebbero lanciato un pezzo di ghiaccio.
Secondo l’amministrazione Trump, l’agente Jonathan Ross, responsabile della morte della trentasettenne, freddata con tre colpi di pistola, avrebbe aperto il fuoco per legittima difesa. Una serie di video e testimonianze, tuttavia, evidenziano chiaramente come la donna non rappresentasse alcun pericolo per il militare.
Minneapolis si accende per le proteste, dopo l’uccisione di Renee Nicole Good
Venerdì sera alcuni manifestanti si sono radunati fuori dal Canopy Hotel, dove ritenevano stessero alloggiando alcuni membri dell’ICE. Il dipartimento di polizia di Minneapolis ha dichiarato in un comunicato che «alcuni individui sono entrati con la forza nell’hotel attraverso un vicolo». Anche un altro hotel della città sarebbe stato preso di mira, e avrebbe riportato danni alle finestre.
In una conferenza stampa di sabato, il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha tuttavia applaudito la maggior parte dei manifestanti, che ha definito pacifici. Ha però ribadito che chiunque arrechi danni alla proprietà o metta in pericolo altre persone verrà arrestato. Le ventinove persone arrestate venerdì sera sono state successivamente rilasciate, come il capo della polizia della città, Brian O’Hara, ha confermato ai giornalisti.
Federica Checchia





