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Decreto Covid: dal 26 aprile si ritorna in classe. Bernini e Toccafondi: “Va bene così”

La presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini ha affermato: “Il ritorno in classe nell’ultimo scorcio dell’anno scolastico anche per le superiori è un’esigenza didattica e sociale a cui il governo ha giustamente dato una risposta positiva”. Ha continuato la Presidente: “Stiamo purtroppo pagando i ritardi su edilizia scolastica e rafforzamento del trasporto locale, per cui ritengo opportuna la linea di lasciare ai singoli tavoli prefettizi la facoltà di decidere la percentuale di presenze compatibile con la sicurezza sanitaria. È una misura prudenziale necessaria in attesa dei tamponi salivari e del completamento del piano vaccinale“.

Poi ha affermato che bisognerebbe programmare già da ora un grande piano di ristrutturazione degli edifici scolastici, coinvolgendo le scuole paritarie. Soprattutto dopo l’esperienza che hanno vissuto tutti nel periodo successivo all’estate dei banchi a rotelle, i prossimi mesi saranno cruciali per non condannare i ragazzi al terzo, consecutivo anno a singhiozzo.

Toccafondi: “Risultato soddisfacente, ma grande attenzione ai trasporti”

“Se confermato anche in fase di approvazione, l’indirizzo sulla riapertura delle scuole in presenza da quelle dell’infanzia alle superiori non può che essere accolto con soddisfazione”. Così Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia viva in commissione Cultura alla Camera.

“Il ritorno in classe anche in zona rossa – continua – e con percentuali rispetto al colore delle regioni puntando su autonomia scolastica e ruolo dei dirigenti è un passo avanti importante. E’ tuttavia fondamentale fare chiarezza su trasporti pubblici, test rapidi e sulle eventuali deroghe regionali”.”Su quest’ultimo punto – conclude -, il fatto che, come si legge nelle bozze, le regioni possano derogare alla scuola in presenza in ‘casi di eccezionale e straordinaria necessità’ rischia di lasciare troppa discrezionalità alle regioni che, come stiamo vedendo anche in queste settimane, continuano con la Dad”.

Giulia Di Maio

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