Delphine d’Amarzit, donne e finanza

Delphine d’Amarzit sarà la prima donna a capo della Borsa di Parigi.

Chi ha detto che donne e finanza, al pari di donne e motori, non potessero coesistere dovranno ora ricredersi. Delphine d’Amarzit sarà la prima donna a capo della Borsa di Parigi.

L’importanza dell’evento non sta tanto nel ruolo che Delphine d’Amarzit andrà a ricoprire, quanto nell’aver creato un precedente.

Così come donne prima di lei hanno ricoperto ruoli ai vertici alti sdoganando l’assolutismo maschile quando si tratta di potere, così la sua nomina a Capo della borsa di Parigi ha creato un passaggio.

Una sorta di lasciapassare, un via libera non solo in termini di fatti ma in termini di speranza e sicurezza verso un mondo del lavoro che sta aprendo finalmente gli occhi badando più al curriculum vitae.

Anche perché è un curriculum di tutto e grande rispetto: laureata all’École Nationale d’Administration; specializzata nello sviluppo dei mercati capitali e nella regolamentazione finanziaria europea; responsabile del Dipartimento di Economia nella Direzione Generale del Tesoro e anche consigliera finanziario del primo ministro François Fillon.

La Euronex, la compagnia che si occupa della maggior parte dei mercati europei ne afferma la vasta conoscenza in materia oltre ad attribuirne un contributo fondamentale alla risposta della Francia alla crisi finanziaria.

In un periodo nero della storia mondiale, Delphine d’Amarzit è risultata la più idonea per affrontare la trasformazione profonda e importante che sta avvenendo.

Il talento, la preparazione e l’esperienza hanno un valore che va ben oltre i dati anagrafici. In un settore in cui prevale la presenza maschile con solo il 32% degli incarichi ricoperto da donne.

Per non parlare del fatto che l’accesso alla piazza del mercato di Parigi è stato vietato alle donne per oltre 250 anni.

La femminilizzazione di incarichi appannaggio degli uomini è recente. L’entrata in vigore della legge Copé-Zimmermann, che impone una soglia del 40% di donne nei consigli di amministrazione francesi, risale solo a 10 anni fa.

Potrebbero, anzi sono decisamente pochi per attuare un vero e proprio cambiamento e azzeramento delle differenziazioni, ma questo è sintomo di un vento che sta cambiando.

© RIPRODUZIONE RISERVATA