E’ con la sigla “Ti voglio bene Denver” che in Italia, nel 1989, il cucciolo di dinosauro verde entrava di diritto nelle case di un’intera generazione. Da poche ore, sul profilo Twitter di un sito francese, è stato annunciato il suo ritorno ufficiale. Il compromesso? Un classico: remake e computer grafica (CGI).

Nell’insieme raggruppato sotto il nome di Sacro & Profano, sono disparati gli “intoccabili” facilmente attribuibili a questa categoria. Senza alcun ripensamento, con un piglio orgoglioso che fa la differenza, attingiamo a piene mani dalla nutrita riserva di titoli che mamma Italia 1 ci propinava. 

Quando ad essere depredati e disturbati dallo standy-by a cui la vita adulta li sottopone, nella loro dimensione dorata e adeguatamente difesa, sono i cartoni animati della propria infanzia, diventiamo i peggiori cavalieri punitivi del web. Temibili, incazzati e per nulla propensi a gettare la spugna, ci vestiamo di risentimento e neghiamo qualsiasi forma di redenzione agli stolti macchiati dal peccato. E facciamo bene. Benissimo.

La vittima accalappiata questa volta è Denver, il buffo dinosauro dotato di discutibili velleità da soubrette. Ghiotto di patatine e mai sazio della compagnia dei giovani amici umani che lo hanno rinvenuto dal sito in cui si trovava, ancora al sicuro nel suo uovo, deve fronteggiare l’ambizione del solito arrivista che vuol farne un’attrazione. Tra una peripezia e un disastro, il cucciolone si destreggia al meglio nella sua nuova vita. Il suo potere, fonte scatenante del fattore “wow”, è quello di teletrasportare chicchessia nella preistoria. Magico, tenero e portatore sano di guai, scagli la prima pietra colui che è rimasto impassibile, all’epoca, del suo fascino travolgente.

Le repliche di Denver, diventato una star nel nostro bel Paese, sono state mandate in onda per diversi anni anche in tempi relativamente recenti. Dalla sua, oltre agli occhiali e al nasone all’insù, il nostro indimenticabile compagno di giochi animato aveva la voce di uno strepitoso Graziano Galofaro e una sigla tormentone tra le più orecchiabili che Despacito può solo imparare e basta.

Il fulmine a ciel sereno, il quale nonostante il caldo asfissiante di gradito non ha pressoché nulla, è la nuova che gravita ancora silente in rete. In Francia, a partire dal 27 agosto, arriva la versione moderna e, passatemi il termine, “bruttina assai” del dinosauro più famoso dei nostri giorni più spensierati. 

La nuova serie, nella speranza che lo spirito conservatore degli amici francesi possa rimanere inalterato e li conduca a non venderne altrove i diritti, ha creato sin da subito un moto d’indignazione pura davvero encomiabile. Per la serie “mobastaveramenteperò“, un commento è riuscito a scaldare il mio cuore e ad esprimere umilmente il pensiero di una moltitudine deliberatamente offesa.

“Mais c’est quoi cette merde?”

Grazie, fratelli. Stringiamoci in questo momento difficile, l’ennesimo. Per dimenticare, suggerirei di assuefarci con della roba di qualità:

Denver, ti voglio bene!

ALESSIA LIO