Arturo Di Napoli e una passione, quella per il calcio, che non tramonta mai. Dagli splendidi anni da giocatore, nei quali a suon di gol e grandi giocate ha conquistato le piazze in cui ha giocato, in special modo con le maglie di Salernitana e Messina. Agli anni recenti, nei quali quella passione l’ha portato ad allenare il Cologno, squadra che milita nell’Eccellenza lombarda, e che dietro ha un progetto molto interessante. Ma Arturo Di Napoli, in futuro, cosa farà? Re Artù si è raccontato ai nostri microfoni.
Di Napoli: “Finalmente il calcio riparte, adesso alleno il Cologno in Eccellenza ma aspetto chiamate per le categorie superiori…”
Ecco le parole di Arturo Di Napoli rilasciate in esclusiva alla nostra testata giornalistica:
Dopo più di tre mesi di stop, anche il calcio italiano è ripartito: che cosa ne pensa?
“Finalmente siamo ripartiti. Senza tifosi, certo, sarà un calcio un po’ strano da quello a cui siamo abituati, però era importante ripartire per il nostro paese che ha subito veramente parecchi danni. La ripartenza è un bene per tutti”.
Anche la Serie B si appresta a ripartire. Lei è molto legato alla Salernitana, con la quale ha vissuto due anni da protagonista: che giudizio dà della formazione granata? Con Gian Piero Ventura in panchina la Salernitana può credere al sogno promozione?
“La Salernitana è partita così così: credo che abbia molti giovani interessanti e tutte le carte in regola per puntare in alto. Mi voglio anche spingere oltre, secondo me può puntare anche a vincerli i playoff, non solo a parteciparvi. Credo che abbia una squadra assolutamente competitiva, ma soprattutto che abbia un allenatore che, aldilà della parentesi Nazionale, sia un allenatore, io l’ho avuto, di tutto rispetto, che fa giocare le sue squadre a calcio. Se i giocatori entrano in quelle che sono le sue idee e i suoi meccanismi, io credo che la Salernitana potrebbe essere davvero una squadra da battere”.
Le partite, almeno inizialmente, si giocheranno a porte chiuse: la Salernitana potrebbe essere penalizzata da questa situazione?
“Conosco l’Arechi e so quello che può dare. L’assenza dei tifosi è un grande handicap per la Salernitana e per suoi i calciatori, perché i tifosi della Salernitana ti danno una carica in più. Sono davvero il dodicesimo uomo in campo, quindi sicuramente su questo lato qui la Salernitana viene penalizzata”.
Lei ha vissuto stagioni esaltanti anche con la maglia del Messina: nel 2004 ottenne la promozione in Serie A, e fu uno dei protagonisti anche nei due anni di massima serie. Ora i peloritani si trovano in Serie D: cosa ne pensa della situazione in città?
“Conoscono bene il Presidente Rocco Arena, ho avuto il piacere di sentirlo, sta facendo davvero grandi cose e spero davvero che possa portare in alto il Messina nelle categorie che merita. Messina la conosco molto bene, è una polveriera di entusiasmo pronta ad esplodere. Dietro c’è una programmazione, è una società solida. Vorrei spendere anche due parole per Pietro Sciotto, presidente dell’ACR Messina: credo che sia una persona che, riprendendo le sue parole, per troppo amore e troppo entusiasmo per riportare la squadra della sua città in alto, ha fatto molti errori. Adesso è un po’ in bilico, leggevo che potrebbe lasciare. Io credo che lui abbia la forza per andare avanti. È chiaro che il massimo per la città di Messina sarebbe che questi due presidenti uniscano le forze e facciano un progetto unico: credo che allora il Messina possa ambire a grandi palcoscenici e a grandi traguardi. Spero che lo facciano perché credo che sarebbe la fortuna per la città di Messina”.
Attualmente lei allena una squadra che milita in Eccellenza:
“Alleno il Cologno, una squadra che ha fatto un percorso dalla terza categoria ed ora è in Eccellenza, è un progetto molto particolare. Nessuno della prima squadra viene pagato, sono tutti ragazzi che provengono dal settore giovanile del Cologno, è una filosofia del mio amico Presidente, quella di far crescere i suoi giovani, di non pagarli perché dà loro un’opportunità. Facciamo molto sociale e non guardiamo molto se si può vincere o perdere. Quello che a noi interessa è solo far crescere i nostri ragazzi aldilà dei risultati e credo che questo sia un progetto che, ovunque vai, è impossibile da ripetere. Curiamo anche molto il settore giovanile: siamo partiti con 80 ragazzi e oggi ne abbiamo più di 400”.
Il futuro di Di Napoli quale sarà?
“Io è chiaro che, per la mia passione e per le mie ambizioni, spero arrivi una chiamata per un progetto serio di categorie superiori e di calcio fatto anche in maniera diversa. Questa è un’esperienza che mi porterò sempre e comunque dietro perché c’è la passione e l’amore per questo sport, tutto senza soldi, ed è una cosa pazzesca. Anche quando andrò via Cologno farà sempre parte della mia vita, stiamo costruendo anche una scuola calcio a mio nome, sarà sempre una mia casa anche quando andrò in altri lidi”.
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