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DI4RI: la recensione della nuova serie Netflix

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Di4ri è la nuova serie preadolescenziale che uscirà il 18 maggio 2022 su Netflix, in co-produzione con Stand by me. La teen serie di Alessandro Celli si compone di 15 episodi: il primo di 52 minuti e gli altri che durano poco meno di mezz’ora l’uno.

DI4RI: un’isola “magica”

Ogni episodio è contraddistinto da uno dei protagonisti che di tanto in tanto si rivolge allo spettatore come ad un migliore amico, confidandogli i propri pensieri e punti di vista. La classe è la II D dell’istituto scolastico Galileo Galilei a Marina Piccola, un’isola tranquilla e lontana dal caos di città. Guardando la serie tv si respira l’aria pulita e limpida della magica isola, la semplicità dei baretti vicino al mare, i lidi, la pescheria, i ragazzi che vanno a scuola in bici. Il clima è di purezza, dolcezza, tenerezza e si sposa bene con le prime cotte, i primi sguardi, le prime ideologie da difendere, i legami reali d’amicizia. Vediamo questi ragazzini di dodici anni, che non sono ancora adulti ma neppure bambini, e si affacciano alle cose della vita con gli occhi ancora un po’ incantati.

Le tematiche affrontate sono molte e ciò che riesce a fare più di tutto Di4ri è mostrare situazioni complesse nel modo più semplice possibile, non appesantendo mai troppo lo spettatore, donandogli quindi gli occhi dei giovani protagonisti. È sicuramente una serie destinata ad un pubblico preadolescenziale ma che può far ritrovare emozioni oramai sopite anche ai più grandi, innescando ricordi ed un inevitabile paragone dei propri anni con quelli attuali.

DI4RI affronta tematiche importanti in un’ottica moderna

Di4ri ci mostra bene che siamo negli anni in cui un coming-out fa meno paura (per lo meno con i propri coetanei); in cui i bacetti a stampo sono naturali a dodici anni e anche un po’ retrò; in cui avere genitori separati fa parte della normalità (anche se provoca lo stesso dolore di sempre); in cui disturbi come la dislessia son vissuti male inizialmente dai giovani, ma gli adulti finalmente riescono a comprendere che dislessico non equivale a “somaro”. Le musiche che accompagnano la serie, fra cui Isole di Tancredi (la colonna sonora), 18 anni di Ariete, Pastello Bianco dei Pinguini Tattici Nucleari, rendono ogni scena più emozionante, e ci aiutano ancor di più a comprendere il linguaggio del cuore della Generazione Z.

Gli occhi e il sorriso di Pietro, la bontà del collaboratore scolastico Paolo, la disponibilità di Miss Perfettina nei confronti di tutti, la goffaggine di Muffa, la perseveranza di Giulio e il suo romanticismo, l’amicizia fra Isabel e Monica, la dolcezza di Daniele, il sogno di Mirko, il cambiamento di Arianna, tutto questo è ciò che rimane all’interno dello spettatore appena finita la serie. Dal primo episodio all’ultimo si assiste ad una crescita incredibile di ogni personaggio, ognuno butta via la propria etichetta che vigeva da inizio serie, e si fonde con le caratteristiche che colorano gli altri, diventando un arcobaleno di colori e non più uno, singolo e banale.

La classe si trasforma in una vera e propria famiglia di cui anche chi si trova dall’altro lato dello schermo si sente parte; è difficile infatti pensare che dopo il quindicesimo episodio tutti quei personaggi non possano continuare a includerci nelle loro vite quotidiane. Qualcosa però mi fa pensare che Di4ri non finisca qui, ci sono troppe questioni che rimangono aperte…a proposito, secondo voi dobbiamo aspettarli a Marina Piccola o a Marina Grande?

Sara Di Luca

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