Dopo la condanna ricevuta lo scorso 3 ottobre a quattro anni e due mesi di detenzione, Diddy ha presentato una contestazione all’ufficiale giudiziario.

Il rapper arrestato nel settembre 2024, ha ricevuto una sentenza che lo condanna a cinquanta mesi di carcere, in seguito alla sua condanna per accuse federali legate alla prostituzione. All’inizio della scorsa estate era stato assolto dalle accuse di traffico sessuale e racket, che comportavano una potenziale condanna all’ergastolo. Successivamente è stato ritenuto colpevole di trasporto ed induzione alla prostituzione coinvolgendo le sue due ex fidanzate, Cassandra “Cassie” Ventura, protagonista del video che l’ha incriminato e “Jane”.

Diddy ha presentato un avviso di appello contro la condanna

Lo scorso 3 ottobre il giudice Arun Subramanian ha dichiarato che gli abusi di Sean Combs sulle due donne giustificavano 50 mesi di prigione ed una multa di 500.000 dollari. Secondo quanto riportato da Rolling Stone, il rapper ha presentato un avviso di appello, contestando sia la condanna sia la pena detentiva di quattro anni. Il modulo è stato depositato nella giornata di ieri, 20 ottobre e riporta il nominativo di Alexandra AE. Shapiro, in qualità di avvocato d’appello di Diddy

La richiesta è stata presentata alla corte federale di Manhattan e fa seguito alle parole di Shapiro della contestazione il giorno in cui Combs è stato condannato. Il magazine ha inoltre riferito che nelle prossime settimane saranno presentati alla Corte d’appello del secondo circuito documenti più approfonditi che esporranno le argomentazioni del musicista sui motivi per cui la sua sentenza dovrebbe essere annullata. Da lì, il caso passerà davanti a un collegio di tre giudici.

Dal suo arresto nel settembre 2024, il fondatore della Bad Boy Records , che si era dichiarato innocente di tutte le accuse a suo carico, è stato detenuto presso il Brooklyn Metropolitan Detention Center. I tredici mesi di custodia cautelare scontati prima dell’udienza di condanna vengono conteggiati ai fini della condanna a cinquanta mesi, lasciandogli circa altri tre anni di carcere da scontare. Il giudice ha inoltre ordinato cinque anni di libertà vigilata dopo il suo rilascio dal carcere. Prima che la sentenza fosse emessa, gli avvocati di Combs avevano chiesto una pena non superiore a 14 mesi di carcere, che, dato il tempo già scontato, gli avrebbe permesso di camminare libero prima della fine dell’anno.