Il magnate dell’hip-hop Sean “Diddy” Combs è stato condannato venerdì a più di quattro anni di prigione, dopo essere stato riconosciuto colpevole di reati legati alla prostituzione che coinvolgono le sue due ex fidanzate. Gli avvocati di Combs hanno chiesto una condanna a 14 mesi, affermando che il loro cliente si è riabilitato dopo aver scontato 13 mesi in una prigione di New York, ma i pubblici ministeri avrebbero voluto 11 anni, citando i suoi precedenti di violenza domestica.
A luglio Combs era stato giudicato colpevole di trasporto finalizzato alla prostituzione, ossia di aver organizzato e agevolato il trasferimento di sex worker per farli partecipare ai freak off, orge che organizzava in vari hotel in giro per il mondo, in violazione delle leggi federali contro lo sfruttamento della prostituzione.
Era stato invece assolto da altre tre accuse, più gravi: una di tratta di esseri umani a scopo sessuale e due in cui era imputato come presunto capo di un’organizzazione criminale per lo sfruttamento sessuale, per cui avrebbe potuto passare il resto della vita in carcere. Combs è uno dei musicisti e produttori più influenti della scena hip hop degli ultimi decenni. Per via della sua fama e dei particolari delle accuse contro di lui, il processo nei suoi confronti è stato seguito dai media di tutto il mondo.
Alla fine, il giudice Arun Subramanian ha affermato che era necessaria una pena significativa come deterrente e per inviare un messaggio. Sean ‘Diddy’ Combs si è rivolto alla corte: sono state le sue prime parole pubbliche dall’inizio del processo.
Combs si è scusato con le sue vittime, nominando specificatamente le sue due ex fidanzate, Casandra Ventura e “Jane”, che hanno testimoniato sotto pseudonimo.
“Le mie azioni erano disgustose, vergognose e malate”, ha detto. “Mi sono perso negli eccessi, mi sono perso nel mio ego”. Poi ha chiesto scusa alla madre e ai figli. “Mi dispiace tanto. Meritavano di meglio”, ha detto, riferendosi ai suoi sette figli, la maggior parte dei quali era presente in aula.
Poi ha implorato il giudice di concedergli una seconda possibilità, affermando che non avrebbe mai più messo a repentaglio il tempo trascorso con la sua famiglia. “Chiedo clemenza a Vostro Onore. Chiedo clemenza a Vostro Onore”, ha detto Combs.





