Dalle pagine del romanzo di Amanda Brown, nel 2001 è nato l’adattamento romance comedy La rivincita delle bionde (Legally Blonde). Il film con protagonista Reese Witherspoon – resa iconica dal suddetto ruolo – ci insegnava l’importanza di essere sé stesse ma anche il coraggio di mettersi in gioco. Oggi, con l’avvento della serie prequel targata Prime Video, Elle, la storia riavvolge il nastro. Leggiamo la recensione del prodotto seriale e quanto il film delle origini abbia impattato sull’immaginario femminile mondiale.

Un manifesto rosa e imperituro

In un mondo di grigi, il film diretto da Robert Luketic, gridava con orgoglio il rosa, ma con una nuova, rivoluzionaria accezione. Il femminismo intelligente è la nomenclatura della saga. Quella che Elle rivendica dimostrando a tutti che si sbagliano sul destino già scritto della sua storia. La confraternita alla quale il personaggio di Elle Woods è a capo è un tempio sacro di femminilità, piume e paillettes. Ed Elle ne è la metonimia. Una ragazza attentissima agli ultimi trend di moda, alle riviste di fitness e al proprio guardaroba. Quando però Elle viene lasciata dal suo fidanzato, qualcosa scuote per sempre la sua persona. Si iscrive all’università, di Harvard, mettendosi in gioco, a dispetto di chi la sminuisce e non riesce a vedere oltre l’apparenza di ‘bionda smarrita’ che si porta dietro.

Legally Blonde è davvero una ‘rivincita’, un comfort movie per la generazione Z, ma anche uno specchietto motivazionale per qualsiasi ragazza trovi il coraggio di superare i propri limiti e soprattutto: le aspettative degli altri.

Il successo della saga e dei sequel

Candidato nel 2002 a ben due Golden Globes, il film fu destinato a diventare un romance comedy cult, dal mood iconico (ispirò ad esempio film come La conigliera di casa). I vestiti e le battute di Elle sono entrate nel nostro immaginario, facendoci sorridere ma anche riflettere sulle mille capacità di una giovane donna, e con lei, di tutte noi.

Il film generò un tale successo da incentivare un sequel, Legally Blonde 2 – Una bionda in carriera (2003), e persino un film spin-off nel 2009, Ufficialmente bionde. Il biondo è divenuto così uno status symbol contro-rivoluzionario. Dall’etichetta della bionda svampita alla rivincita di sagacia, intelligenza e coraggio.

La saga ha così contribuito alla distruzione di un pregiudizio, e alla crescita delle teenagers del domani. Si può amare l’estetica e la conoscenza? sì, perché Elle lo aveva dimostrato, con ogni fibra del suo corpo. Sono passati 26 anni dal primo capitolo di Legally Blonde, eppure questa pellicola riecheggia in tutti noi, come un film controrivoluzionario e meravigliosamente anticipatore della nuova era. Con saggezza e autoironia si può sempre riscrivere la propria storia. Anche dopo una delusione, anche dopo la fine di un’era.

La serie Prime Video: aspettative e sinossi

All’annuncio della serie prequel le aspettative erano decisamente alte. Nasce così Elle, la nuova produzione di Prime Video che vede il ritorno di Reese Witherspoon con la sua casa di produzione Hello Sunshine, un lavoro che punta a raccontare la storia di Elle Woods sei anni prima degli eventi del film. La domanda che però ci facciamo è: avevamo veramente bisogno di scoprire il suo passato, o questa nuova serie finirà per scivolare su un eccesso di informazioni? Purtroppo, la risposta corretta sembra essere la seconda e, nonostante l’indubbio divertimento provato durante la visione, qualcosa continua a stonare.

È il 1995 ed El Woods ha ricevuto la notizia più sconvolgente e tragica della sua vita: a causa di un errore del padre sul lavoro dovrà trasferirsi a Seattle lasciando l’assolata Bel-Air. Nella nuova scuola la ragazza scopre che quello in cui ha sempre vissuto altro non era che un microcosmo privilegiato e che i suoi nuovi compagni sono molto diversi dalle amicizie che ha lasciato a Los Angeles. Per riuscire a integrarsi e smettere di venire emarginata, Elle proverà a rendersi utile in tutti i modi, ma non sempre le migliori intenzioni portano a buoni risultati.

Incoerenza narrativa ma egual mondo semantico

La Elle sedicenne è esattamente come la sua controparte all’inizio del film del 2001: pensa che lo stile di vita di Los Angeles sia l’unico possibile, che Cosmopolitan sia assimilabile a un testo sacro e che il mondo intero somigli alle tranquille vie di Bel-Air. Ovviamente, dopo il trasferimento a Seattle dovrà ricredersi, entrando in contatto con una realtà complessa e agli antipodi rispetto a tutto ciò che ha sempre conosciuto.

La serie tuttavia, sul piano della sceneggiatura, fa storcere il naso. A partire proprio dal fatto che la Elle di Prime Video mostri un’intelligenza e un impegno negli studi che la Elle dei film raggiunge solo studiando nel tempo, e lavorando sodo, lentamente. Non c’è una credibile costruzione della Elle studentessa modello, e quella di Prime video a conti fatti, finisce per essere una ragazza qualunque, di certo non la Reese Witherspoon del liceo.
La serie resta godibile e ampiamente elaborata in tutti i suoi otto episodi, ma non eguaglia il film. La caratterizzazione di Elle ha perso la sua credibilità, non riuscendo a dimostrare una vera crescita. Crescita che invece dimostra Elle nei suoi capitoli da adulta. Le due Elle sembrano così diametralmente opposte, sganciando la credibilità narrativa tra serie e film. Il mondo estetico resta comunque lo stesso, facendoci riassaporare l’estetica dreamy pastello dei film.

Elle, in tutte le sue storie, continua a farci sognare, e per tutti gli anni a venire, resterà colei che ha alzato il capo dal suo amato Cosmopolitan, per dire a tutti che avrebbe potuto fare di più. Ma cosa più importante, l’avrebbe fatto restando, eternamente, sé stessa.