Il 28 febbraio 2026, a seguito di un’operazione militare congiunta da parte di Stati Uniti eIIsraele contro l’Iran, è iniziato ufficialmente il conflitto. La guerra in Medio Oriente, tra conseguenze immediate e progressive, sta generando innumerevoli problemi. Oltre il blocco dello Stretto di Hormuz, al di là del petrolio e degli interessi politici vi è ben altro coinvolto. È una catastrofe per le popolazioni civili, per l’ambiente, per le economie e altresì per gli animali. Le bombe colpiscono tutti, indistintamente. Eppure, a questa dinamica già insostenibile si somma un altro fenomeno preoccupante: l’abbandono degli animali.
Animali domestici abbandonati: questo non è sintomo della guerra, ma cinismo
Da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente, infatti, il numero di animali domestici abbandonati nei Paesi del Golfo è in aumento. Nei casi presi in esame, le associazioni locali che operano a Dubai hanno segnalato chiamate continue. Un fenomeno causato principalmente da influencer, vip e persone particolarmente agiate. Questi ultimi molto spesso si trasferiscono in Medio Oriente consapevoli di poter trovare un determinato tipo di stile e un certo regime fiscale vantaggioso. Pertanto, lo scoppio della guerra ha spinto decine di migliaia di persone ad abbandonare il luogo per ritornare nel proprio paese d’origine.
Eppure, nonostante negli Emirati Arabi Uniti abbandonare gli animali sia illegale e punibile anche con il carcere, questo non si è rivelato sufficiente. Stiamo parlando di cifre elevate: da 10mila a 200mila dirham, a seconda della gravità e del pericolo. Tenendo conto che buona parte sei soggetti coinvolti sono persone abbienti, potremmo considerare queste cifre degli spiccioli. Tuttavia, sembra che i soldi siano un bene prezioso. Come riportato da Life Gate, sul settimanale India Today vengono riportati casi raccapriccianti. «Alcuni proprietari, di fronte a costose procedure burocratiche necessarie per imbarcare gli animali, avrebbero chiesto a delle cliniche private di abbatterli, benché fossero in buona salute», riferiscono alcuni veterinari. Questo, tuttavia, non può essere sintomo della guerra. Questo è il riflesso di chi vede nell’animale domestico un accessorio, un oggetto da sfruttare all’occorrenza e abbandonare quando diventa «un peso».
La propria famiglia non può essere lasciata indietro
I video, così come le foto, ritraggono animali da compagnia in strada sotto il sole cocente, senza cibo né acqua. Altri ancora legati ai pali della luce o abbandonati in gabbie o scatole difronte le cliniche veterinarie. Non è un caso isolato, ma reazioni ciniche e insensibili diffuse ampiamente. Le soluzioni, seppur più lunghe o economicamente rilevanti, esistono. La risposta è agire in anticipo o attendere insieme al tuo animale le pratiche burocratiche necessarie. La propria famiglia non può essere lasciata indietro, questo fa parte delle responsabilità di cui bisogna farsi carico prima di renderla una vittima silenziosa della guerra.
Stefania Cirillo




