È uscito il 16 marzo per RadiciMusic Records, Il divieto di sbagliare, album d’esordio di Eleonora Betti, e giovedì 29 lo presenterà al ‘Na Cosetta, a Roma.

Foto: Marco Sordilli

Questo il link Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/557143241319524/

E questo il link del video del primo singolo estratto: https://www.youtube.com/watch?v=FFFJ2S0cSqE Enjoy!

Il divieto di sbagliare

9 tracce, di cui 3 in inglese -più una bonus track che vede la collaborazione con il producer Orang3- per raccontare, e raccontarsi. La musica ha fatto parte della vita di Eleonora fin dall’infanzia, tra canto e pianoforte, tra note di classica, grandi voci del jazz, del musical e del fado portoghese. La musica l’ha fatta viaggiare per l’Italia e all’estero, regalandole un’esperienza indispensabile affinché la sua esplorazione si continuasse ad arricchire e a trasformare, ampliando i propri orizzonti. L’inglese a volte è entrato nei testi, senza mai abbandonare l’amore per l’italiano, e il desiderio di giocare con le parole della sua lingua.

Nasce così un album che è un viaggio con tratti onirici, dentro all’animo umano; un viaggio sempre in punta di piedi, con la delicatezza con cui Eleonora ama guardare le cose, come i dettagli della campagna toscana in cui è cresciuta. Si raccontano storie di uomini perduti sulla luna, di conigli bianchi da seguire per trovare luoghi fantastici, di maestri che raccomandano attenzione (‘Quella di matematica l’aveva detto che se ripeti tanto e male proprio non ha senso, se ripeti tanto e male non è mai abbastanza’), del lasciarsi tuttavia la possibilità di commettere errori, che altro non sono che parte integrante del percorso da compiere. D’altra parte, “il divieto di sbagliare”, dice Eleonora nel brano che dà il titolo al disco, “è prigione naturale”. 

Foto: Marco Sordilli

Il viaggio di questo lavoro è anche musicale: con arrangiamenti curati personalmente dall’autrice, incontriamo brani vestiti con le sonorità del suo strumento, il pianoforte, accompagnate dagli archi di Mario Gentili e Giuseppe Tortora, dalle chitarre di Diana Tejera e Gianluca Persichetti, e dal flicorno di Ersilia Prosperi. Uno stile compositivo che, restando fedele alla forma canzone, non si preoccupa tuttavia di doversi adeguare a uno standard imposto. Le influenze sono quelle del folk, del pop internazionale, del jazz, della classica, ed entrano morbidamente l’una nell’altra.