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Doctor Strange nel Multiverso della Follia: i tratti horror di una nuova fase del MCU

Doctor Strange torna con un secondo capitolo e, dopo mesi di attesa, poster, trailer, teaser, possibili teorie è finalmente di tutti noi. Infatti da domani 4 maggio è possibile vederlo in tutti i cinema. Nel film Marvel Studios Doctor Strange nel Multiverso della Follia, l’Universo Cinematografico Marvel espande i confini del Multiverso ai massimi livelli. Ci si tuffa in un vero viaggio nell’ignoto con Doctor Strange che, con l’aiuto di alleati sia vecchi che nuovi, attraversa pericolose e sconvolgenti realtà alternative del Multiverso per affrontare un nuovo misterioso avversario.

Come sappiamo Doctor Strange nel Multiverso della Follia è interpretato da Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Elizabeth Olsen, Benedict Wong, Xochitl Gomez, con Michael Stühlbarg e Rachel McAdams. Il film è diretto da Sam Raimi e prodotto da Kevin Feige. Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Eric Hauserman Carroll e Jamie Christopher sono i produttori esecutivi.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia: i tratti horror e anni 2000 di una nuova fase

Abbiamo atteso tanto e adesso è nostro: Doctor Strange nel Multiverso della Follia è in tutti i cinema da oggi 4 maggio e, dopo aver aperto le porte al Multiverso con Spider-Man: No Way Home, adesso i Marvel Studios sono proiettati in questi mondi, che fanno sognare i fan di tutto il mondo (forse) ancor di più rispetto a quanto potevano già fare. Mondi di supereroi che s’incontrano, si scontrano, s’intrecciano e più onirico di così, non sapremmo come fare. E questo nuovo capitolo di Doctor Strange si incastra alla perfezione con questa nuova fase dei Marvel Studios, che sì, saranno ancora passi di sperimentazione, (ma diciamocelo) come sperimenta lei non sperimenta nessuno. E proprio perché dovevamo affrontare una nuova era, un tuffo in una fase completamente nuova, i Marvel Studios non potevano che affidarsi al regista che ha inventato la grande macchina potente dei film dei supereroi: lui, Sam Raimi, l’iniziatore della saga di Spider-Man con Tobey Maguire, che ci ha portato, in tutt’altre strade, ma comunque ad un arrivo comune.

E la mano di Raimi si vede, si vede eccome! Doctor Strange si tinge di horror, scene macabre, a volte splatter, sicuramente cupe e buie, perché quest’avventura ci porta ben oltre al semplice di scontro tra bene e male. Ci porta in realtà nello scontro tra i nostri mille “me”, i nostri alterego, i nostri turbamenti, che declinati male, ci portano al totale distacco con la realtà, con la via del maligno, e in questo Doctor Strange ci riesce benissimo.

L’onirico tipico del multiverso, già testato nel capitolo di Spider-Man, adesso diventa ancora più reale, strati di realtà che ci fanno perdere, ma poi risalire, e la macchina narrativa però rimane sempre salda. Quasi un Inception rocambolesco ma pur sempre Marvel. Chi pensava ad un film breve si sbagliava, Doctor Strange va avanti per un bel po’ senza mai annoiare. L’unica pecca (forse) è l’introduzione di nuovi personaggi e vecchie fiamme (giuriamo, no spoiler!), che forse, potevano essere inserite meglio, in un arco narrativo, già, però, forse troppo carico, rendendolo così, ridondante?

Chissà, è difficile esprimersi quando si tratta di MCU: perché diciamocelo, Marvel riesce sempre a concedere ciò che i fan chiedono. E stavolta è riuscita a film sui generis, quasi a toccare il limite massimo a cui si poteva spingere il regista, fondendosi sapientemente con ciò che il Marvel Studios chiede. Perfetto, no?

E, infine, come fare a non resistere, nonostante le sbavature, a un romanticissimo Stephen Strange che dice un meraviglioso: “Ti amo in ogni universo?”. Che l’amore trionfi sempre, anche nei multiversi. Noi non vediamo l’ora di vederne ancora, e ancora!

Arianna

Classe '93, viene adottata dalla Capitale nel 2012. La passione per la scrittura l'ha portata qui su InfoNerd. Tra anime, manga, serie tv, musica, cinema, ama tutto ciò che sia Arte.
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