Gli anni 90′ siciliani sono stati a dir poco cruenti. Lotte, morti e stragi per una guerra che ha dilianiato la Sicilia, quella di mafia. Eroi e mostri sono succedutosi attraverso questo conflitto universale di origini contadine. Tra i dillazzatori, i grattacapi, Don Luigi Ciotti è stato un rappresentante di punta, sempre contro per il bene di tutti.
Per una Sicilia legale è non più legata.
L’estate del 1992 ha sconvolto l’Italia, le stragi di Capaci e di via D’Amelio hanno spazzato via anni e anni di lotte contro la mafia. Hanno ucciso martiri che hanno dedicato il loro impegno alla giustizia sempre più infangata e più difficile da ripulire. Sono morti per la loro gente, per chi ci credeva o stava iniziando a crederci, per chi dopo di loro ha deciso di metterci la faccia. Don Luigi Ciotti è uno di questi pronto ad essere coraggioso nel momento in cui era più rischioso esserlo.

Prima della lotta contro la mafia, la difesa degli emarginati, il sostegno ai giovani tossicodipendenti e la mano sempre rivolta gli ultimi.
“Così in terra” di Pier Lorenzo Pisano documenta l’attività del presbiteriano contro la mafia iniziata con la fondazione del mensile “Narcomafie” nel 1992 e l’istituzione dell’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafia” nel 1995. Questa coordina più di 1600 realtà associate nazionali ed internazionali volte a sollecitare la società e le istituzioni alla rivolta contro la criminalità organizzata. Un documento che intreccia la cruenta storia contemporanea italiana e la vita di un prete votato alla ribellione.

Un film per riflettere, attraverso la figura di Don Luigi Ciotti, su quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare per estirpare un cancro che sta sempre più espandendosi e fa sempre più male. Restate a casa.
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