Stamattina alle 10 su Rai 5, prosegue la settimana di spettacoli musicali dedicati al compositore Gaetano Donizetti con Don Pasquale

Appuntamento con l’opera Don Pasquale, opera buffa in tre atti scritta nel 1842 da Gaetano Donizetti, per la regia di Andrea De Rosa e la direzione musicale di Riccardo Muti. Nel ruolo del protagonista, Claudio Desderi. Accanto a lui Mario Cassi, Juan Francisco Gatell, Laura Giordano e Gabriele Spina. Regia televisiva di Gabriele Cazzola.


Il libretto scritto da Giovanni Ruffini (anche se firmato da Michele Accursi), è un rifacimento del libretto che Angelo Anelli scrive nel 1810 per “Ser Marcantonio” di Stefano Pavesi. La vicenda è ambientata a Roma nei primi anni dell’800. Il debutto in scena risale al 3 gennaio 1843 al Théatre Italien di Parigi


Protagonista un anziano e ricco Don Pasquale, smanioso di sistemare il nipote Ernesto, suo futuro erede. Desidera per lui un matrimonio di interesse con una altrettanto ricca e nobile signora ancora nubile. Ma il ragazzo è innamorato di Norina, di origine modeste.
Don Pasquale decide quindi di diseredare il nipote e prendere moglie lui stesso per assicurarsi la continuità del suo ricco patrimonio e si rivolge al dottor Malatesta per trovare una donna adatta a lui.

L’inganno del dottor Malatesta per favorire Ernesto

Questi, però, amico e solidale con il giovane nipote, propone all’anziano di sposare Sofronia, sua sorella e appena uscita dal convento e Don Pasquale, felice, acconsente. Non sa che Sofronia, in realtà, è Norina. Quando Ernesto lo viene a sapere, si dispera. Solo più tardi, il dottore lo mette al corrente del piano. Farli sposare e poi spingere la ragazza a spese folli e a comportamenti sconsiderati fino alla dichiarazione di avere persino un amante.

Don Pasquale - photo credits Andrea De Rosa
Don Pasquale – photo credits Andrea De Rosa

Pur di liberarsi della moglie spendacciona…

Lo scopo è gettarlo nello sconforto più nero. Solo a quel punto Ernesto si rifarà vivo e potrà rivendicare il suo diritto a sposarsi con la ragazza di cui è innamorata. Ed è proprio quello che accade quando l’anziano ormai stufo di Sofronia, pur di farle dispetto, accetta che Ernesto prenda in mano la sua eredità e celebri il matrimonio con Norina. Anche una volta svelato l’inganno che è stato tramato alle sue spalle, Don Pasquale è sollevato e benedice la loro unione.

I contrasti tra Donizetti e Ruffini

La messa in scena dell’opera è stata, a suo tempo, tortuosa, a causa di alcuni contrasti tra Donizetti e Ruffini, per via delle continue richieste di cambiamenti dei versi da parte del musicista all’autore, per adattarli alle musiche. Ma ci sono state discussioni e diatribe anche sui costumi. Donizetti fa pressioni per un allestimento moderno, anche se il libretto è il rifacimento di un un’opera del 1810.

Ruffini però si infuria contro di lui e rifiuta di firmare il libretto. Interviene per fortuna l’amico di Donizetti, Michele Accursi, che accetta di firmare l’opera al suo posto. In tal modo Donizetti si salva anche dall’imbarazzo di musicare l’opera di Ruffini, che è un mazziniano esiliato in Francia per motivi politici e l’opera potrebbe essere accolta in modo poco favorevole in Italia se firmata da lui.

Un’ultima curiosità: nella tradizione dell’opera buffa l’opera prende a riferimento i personaggi della Commedia dell’arte. Pasquale è Pantalone, Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina.

Anna Cavallo