Donald Trump: le ultime notizie riguardanti l’arrivo dei dazi si ripercuotono anche sulla musica live e sul mercato degli strumenti, che hanno subito un crollo dei titoli azionari.

A febbraio, il 47esimo Presidente degli USA ha firmato un ordine esecutivo per imporre tariffe sulle importazioni da una serie di Paesi, ma a causa delle ripercussioni ha rinviato la maggior parte di esse. La scorsa settimana il Tycoon ha annunciato di aver revisionato il programma nel quale le importazioni da molti paesi come quelli dell’Unione Europea, saranno soggetti al 10%, mentre altri avranno una percentuale più alta come la Cina (54%), Vietnam (46%) e Giappone (24%). Trump sostiene che l’adozione di questa misura sia una rivincita per le politiche commerciali sleali, aggiungendo inoltre di essere stato “molto gentile” nelle sue azioni.

Trump le conseguenze dell’arrivo dei dazi nella musica

Secondo il Presidente, questa mossa “Renderà l’America di nuovo ricca”, ma la notizia ha innescato un crollo del mercato azionario globale, con i mercati statunitensi che hanno avuto il peggior giorno dai tempi della pandemia mondiale. Dal canto suo, anche la Cina ha intenzione di imporre una tassa del 34% sulle importazioni dagli Stati Uniti. A seguito del crollo del mercato globale, le conseguenze si sono ripercosse anche su quello musicale. Secondo Billboard ad essere colpiti in primis sono stati i colossi radiofonici, con iHeartMedia che ha perso più del 13% dei titoli azionari, seguito da Cumulus Media (10%) e SiriusXM. Tra le società streaming e podcast LiveOne, alla base di servizi musicali e podcast, i titoli sono scesi del 13%. PodcastOne, che fa parte dello stesso gruppo ha avuto una perdita del 10%. Anche le società di streaming e podcast hanno subito un duro colpo, con LiveOne, che è alla base di diversi servizi di musica e podcast, in calo di quasi il 13%.

Anche PodcastOne, che fa parte dello stesso gruppo, è scesa di circa il 10%. Passando alla musica live, un contraccolpo è arrivato anche le azioni di Sphere Entertainment, che recentemente ha ospitato sul palco della Venue di Las Vegas i concerti degli U2, hanno subito un taglio del 14% per riprendersi poco dopo. MSG Entertainmente e Live Nation hanno avvertito la discesa dei loro titoli, mentre Vivid Seats ed Eventbrite hanno perso il loro valore, ragion per cui potrebbero aumentare i costi e potenzialmente avere una richiesta più debole da parte dei consumatori. Nonostante ciò, le aziende che si focalizzano sulla registrazione musicale e pubblicazione si sostengono meglio per via del pubblico globale e dei redditi proveniente dallo streaming. Universal Music Group e Warner Music Group, ad esempio, hanno subito solo una lieve flessione, mentre Spotify ha subito appena un colpo.

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