In un’intervista con il New York Times, Donald Trump ha fatto sapere che gli Stati Uniti e Israele sono pronti a portare avanti gli attacchi contro l’Iran «per quattro o cinque settimane», se lo riterranno necessario. Il giorno prima, però, il presidente aveva parlato di «due o tre giorni» al massimo. Non è dunque chiaro su cosa si basino queste stime, né come queste affermazioni contraddittorie possano conciliarsi tra loro.

Trump ha detto di avere a disposizione «tre ottime opzioni» riguardo a chi potrebbe guidare l’Iran dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, ma non ha specificato quali. Si è espresso, tuttavia, in merito al futuro del Paese, sostenendo che replicare «quello che abbiamo fatto in Venezuela sarebbe lo scenario perfetto». A gennaio, l’esercito statunitense aveva catturato il dittatore Nicolás Maduro, ma il governo aveva mantenuto in piedi buona parte del regime che appoggiava l’ex leader, ma che aveva accettato di collaborare con gli Stati Uniti.

Trump parla degli attacchi in Iran, mentre il Kuwait segnala la caduta di alcuni aerei statunitensi

Nel frattempo, le autorità hanno segnalato un incendio all’interno dell’ambasciata statunitense in Kuwait. Nelle ultime ore, nel Paese, c’erano state diverse incursioni di droni iraniani. Associated Press ha riferito che dalla struttura si starebbero levando delle colonne di fumo, a causa di un incendio. Un portavoce ha sconsigliato di avvicinarsi alla zona e all’edificio; il personale, fortunatamente, si troverebbe in un luogo sicuro.

Il Ministero della Difesa del Kuwait ha confermato inoltre che alcuni aerei militari statunitensi sarebbero caduti nel proprio territorio. I piloti sarebbero riusciti a mettersi in salvo, e si troverebbero al momento in ospedale, Ci sono alcuni video che mostrano un caccia (un F-15E o un F/A-18) mentre precipita al suolo ma, al momento, non è chiaro che cosa abbia causato l’incidente, né di quanti velivoli si parli.

Federica Checchia