Donald Trump non crede più alla Nato, intende disimpegnarsi dall’Europa e vuole concentrare le risorse Usa sulle Americhe.  La nuova National security strategy pubblicata dalla Casa Bianca contiene un messaggio scomodo per la Ue: nel momento in cui la guerra preme ai suoi confini, la garanzia americana non è più scontata. Nel documento, che traccia le linee guida della politica americana interna ed estera, emerge infatti con chiarezza che Washington non intende più «reggere da sola l’ordine mondiale» e che sposterà il baricentro della propria presenza militare e politica sull’emisfero occidentale, mettendo il resto del pianeta in secondo piano.

Dietro questa svolta c’è un giudizio severo sul futuro dell’Europa, descritta a rischio di «cancellazione di civilizzazione» e di perdita di identità entro vent’anni, per colpa di politiche migratorie, denatalità, burocrazie sovranazionali e «censura della libertà di parola». Gli Stati Uniti spiegano di cercare invece una «stabilità strategica» con Mosca con toni che si avvicinano alle narrative russe e mettono in ombra la principale minaccia militare che l’Europa percepisce mentre subisce incursioni con droni sul proprio spazio di sicurezza.

Il punto più dirompente per l’architettura di sicurezza europea è l’impegno a «porre fine alla percezione – e impedire la realtà – di una Nato in continua espansione». È una formula che risponde alle richieste russe di lungo periodo e che mette in discussione l’aspirazione ucraina a entrare nell’Alleanza Atlantica come garanzia contro nuove aggressioni. Allo stesso tempo, Trump ribadisce la richiesta che l’Europa «stia in piedi sulle proprie gambe», assumendosi la responsabilità primaria della difesa del continente. La relazione transatlantica viene quindi ripensata come un patto condizionato che suona come un ultimatum: collaborazione sì, ma nel contesto di un’Europa che spende di più, contiene le proprie tensioni interne e si allinea a una visione americana di «rinascita occidentale».

Trump contro l’Europa

Se per il presidente Usa, quindi, “l’Europa è destinata a scomparire entro 20 anni”, per il miliardario ex capo del Doge (il “Dipartimento dell’Efficienza Governativa” nato su iniziativa della seconda amministrazione Trump),  l’Ue “dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli paesi, in modo che i governi possano rappresentare meglio i loro popoli”. Musk lo ha scritto in un post su X, che arriva all’indomani della sanzione da 120 milioni di euro (per violazione del regolamento europeo che dal febbraio 2024 impone alle grandi piattaforme digitali nuovi obblighi di trasparenza e responsabilità sui contenuti) inflitta da Bruxelles alla sua piattaforma, la prima nel quadro del Digital services act europeo. E dopo la pubblicazione, da parte della Casa Bianca, del Nuovo piano di Sicurezza nazionale nel quale Washington dedica passaggi critici alla politica “autodistruttiva” dell’Unione.

Una visione che ha generato polemiche nel Vecchio Continente e la reazione di Bruxelles.

“Quando si tratta di decisioni che riguardano l’Unione europea, queste vengono prese dall’Unione europea, per l’Unione europea, comprese quelle che riguardano la nostra autonomia normativa, la tutela della libertà di espressione e l’ordine internazionale fondato sulle regole”. Lo riferisce un portavoce della Commissione Ue in risposta alla strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. “Il partenariato transatlantico è unico e, come sempre, gli alleati sono più forti insieme”.