Dorothy Parker, la forza del graffiante umorismo femminile

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Di Stefano Delle Cave

Benvenuti nell’universo femminile di LetteralMente Donna. Faremo un viaggio nella New York nella prima metà del 900′. Parleremo, di umorismo e scrittura graffiante. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a Dorothy Parker e alle sue opere

“Dei suoi guai politici non si è mai sentito parlare: si è sentito parlare dei suoi boa di struzzo e del suo whisky, dei suoi mariti e dei suoi amanti, dei suoi aborti e dei suoi tentativi di suicidio, dei suoi debiti e della sua incapacità a dirigere il ménage, del suo amore per i cani e, interminabilmente, delle malignità con cui stroncò personaggi o amici o conoscenti”

Queste parole di Fernanda Pivano ci fanno già comprendere appieno la complessa personalità di Dorothy Parker. Una donna definita spesso graffiante, sarcastica e ironica. Qualità che servivano a nascondere le sue fragilità come la dipendenza da alcol che l’accompagnò per gran parte della sua vita. Ciò nonostante è riuscita a passare alla storia grazie al suo intramontabile umorismo

Dorothy Parker, le donne e l’umorismo graffiante

Dorothy Parker, Il valzer fonte Xavier Virdem

“I rasoi fanno male; i fiumi sono umidi;

l’acido macchia; i farmaci danno i crampi.

Le pistole sono illegali; i cappi cedono;

il gas ha un odore terribile. Tanto vale vivere…”

Questo è il testo di “Rèsumè” , il più famoso dei poemetti umoristici e graffianti che diedero successo a Dorothy Parker. In essi la celebre scrittrice americana amava parlare in maniera autoironica delle sue fallimentari relazioni sentimentali e dei suoi diversi tentativi di suicidio non riusciti. Accanto ad essi ricordiamo i suoi racconti contenuti insieme alla sue poesie in raccolte come “Tanto vale vivere” . In essi sono inseriti tanti tipi di donne diverse come quelle deluse, tradite e quelle scaltre e ambiziose. Accanto a loro uomini spietatamente realisti e predatori.

Il cinema e le sceneggiature

Dorothy Parker ha dato anche il suo contributo al cinema come sceneggiatrice. La sua opera più famosa è “E’ nata una stella” con cui venne candidata all’Oscar per la miglio sceneggiatura insieme a Robert Carson. Poi a causa delle sue simpatie di sinistra finì nella lista nera di Hollywood con il maccartismo guadagnandosi anche l’etichetta di comunista.

Stefano Delle Cave