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Draft NBA 2020, la Top 10 di ESPN

A seguito dell’emergenza Coronavirus e la conseguente sospensione della stagione, anche il Draft NBA potrebbe risentirne; non in termini di cancellazione (come si teme per il campionato) ma quantomeno di spostamento. Nel caso in cui Adam Silver dovesse optare per la cancellazione della stagione, il Draft si terrebbe come di consueto a giugno; se invece si virare la vociferata opzione di giocare i playoff ad agosto, allora per scoprire la futura prima scelta dovremo aspettare almeno fino a settembre. Nell’attesa della decisione del Commissioner NBA, vediamo le previsioni per le prime dieci posizioni secondo l’autorevole ESPN, punto di riferimento quando si parla di Draft.

#1 Anthony Edwards

Considerato non solo da ESPN come la futura prima scelta al prossimo Draft NBA, Edwards è una guardia che fa del fisico e dell’atletismo le sue armi vincenti. Il prodotto dei Georgia Bulldogs è infatti alto 196 cm, pesa 102 kg e ha un’apertura alare di 205 cm. È una guardia massiccia, rapida ed esplosiva le cui misure gli potrebbero permettere di diventare un ottimo difensore in NBA; il ragazzo però è ancora troppo acerbo e non ha una naturale propensione verso quel fondamentale. In fase offensiva Edwards è già un giocatore molto interessante, ma, di nuovo, potenzialmente potrebbe essere molto più letale.

In transizione fa valere i suoi chili e la sua rapidità, e al tiro non è male, può segnare in diversi modi, ma le sue percentuali da tre ci fanno capire quanto debba ancora lavorare dall’arco (29% con quasi 8 tentativi a partita). Anche a livello di decisione di tiri, come molti della sua età, pecca ancora di immaturità, ma sente molta fiducia al tiro, e quando è “in the zone” è difficile da contenere. Con i Bulldogs in 32 partite a viaggiato a 19.1 punti, 5.2 rimbalzi e 2.8 assist. Golden State potrebbe benissimo farci un pensierino nel caso dovesse avere fortuna alla lottery.

Anthony Edwards - Draft NBA
Photo Credit: Stephen Lew/USA TODAY Sports

#2 LaMelo Ball

Del figlio di Lavar è già da qualche anno che si parla. Certo, parte della sua popolarità deriva proprio dal padre che, come per gli altri figli, non si è certo tirato indietro nell’esaltarlo. Già la scorsa estate in una discussione col giornalista Steven A. Smith (sempre su ESPN) aveva indicato LaMelo come futura prima scelta al Draft NBA 2020. Forse non alla numero 1, ma certo il fratello di Lonzo ha ottime possibilità di essere scelto tra i primi tre. Il talento d’altronde non gli manca. Playmaker dalle misure importanti (201 cm di altezza), Ball è in possesso di un’ottima confidenza con la palla in mano.

Ottimo Ball handling, rapidità di movimenti e di decisione, abilità di passare la palla sopra la media, buonissimo IQ cestistico. Insomma, una point guard alta potenzialmente letale in fase offensiva; sia a difesa schierata che in transizione e in pick and roll è creativo e fa uscire la palla dalle mani con disinvoltura. Pecca in tiro dall’arco (25% con 80 tentativi in 12 partite), nelle decisioni di tiro e in esplosività (molte volte non arriva abbastanza deciso al ferro). In difesa è rapido sia di piedi che di mani (1.6 palle rubate a partita), ma a volte è troppo pigro e si fa superare troppo facilmente. La mancanza chili (84 sono pochi distribuiti in 201 cm) lo fanno faticare nelle situazioni di pick and roll.

LaMelo Ball
Photo Credit: Rick Rycroft/AP

#3 James Wiseman

L’esperienza di Wiseman in NCAA è stata rapida e (non molto) indolore. Il centro di Memphis, infatti, ha giocato solamente tre partite al college; prima la sospensione per la questione legata al suo recruitment da parte del coach Penny Hardaway, e poi la decisione di lasciare l’università, assumere un agente e prepararsi per il Draft NBA 2020. In quelle poche partite, tuttavia, Wiseman ha saputo dimostrare di che pasta è fatto, sia in difesa che in attacco. In fase difensiva fa valere il suo grande atletismo e la sua altezza (216 cm) per fermare gli avversari in area (3 stoppate di media in appena 23 minuti).

Anche se può andare in difficoltà con i più piccoli, Wiseman ha la potenzialità per diventare un difensore d’élite in NBA, à la Howard, Jordan o Gobert. Nella metà campo offensiva il suo gioco si sviluppa prevalentemente in area; non sembra portato per il tiro dalla distanza, ma ha comunque buone mani, come si evince dall’abilità di ball handling sopra la media per il ruolo. In post ha buone potenzialità, ma compie ancora decisioni non molto efficienti. Ottimo, infine, sotto il ferro quando va a rimbalzo: 10.7 rimablzi a partita, di cui 4.3 offensivi.

James Wiseman
Photo Credit: AP

#4 Isaac Okoro

Con 198 cm di altezza e 102 kg di peso, Okoro ha le misure e qualità atletiche adatte per essere un’ottima ala in NBA. In fase offensiva, grazie anche a una buona gestione della palla, Okoro sfrutta il suo atletismo e il suo fisico per andare forte a canestro. Bravo sia a superare l’avversario dal palleggio che a gestire il possesso in transizione, il prodotto di Auburn è anche molto efficiente nel guadagnare falli e andare ai liberi. Questa sua abilità è però un po’ vanificata dalla non eccezionale abilità alla lunetta, da cui tira con appena il 67%.

In generale l’abilità al tiro è uno dei suoi punti deboli (il 28% da tre su 70 tentativi parla chiaro), anche se grazie alla sua abilità sotto canestro in 28 partite è andato sopra il 50% dal campo. Altra qualità di Okoro è quella di essere un buonissimo passatore, sfruttando anche la sua velocità, buon IQ cestistico e la sopracitata abilità di ball handling. A questo aggiunge poi una grande energia anche a rimbalzo, soprattutto in attacco (1.9 rimbalzi offensivi questa stagione). Insomma, un’ala ambivalente (anche se 12.8 punti a partita non sono molti) con ottime mani e qualità da passatore. Potrebbe fare comodo a tantissime squadre NBA in questo momento.

Isaac Okoro
Photo Credit: Michael Woods/AP

#5 Deni Avdija

L’ultima volta che un giocatore alto 2,01 metri, proveniente dall’Europa (di sangue slavo, per giunta) e in possesso di abilità con la palla è stato sottovalutato al Draft NBA, molti si sono pentiti amaramente di non averlo scelto. Certo, Deni Avdija, non è com’era Luka Doncic prima dell’NBA, ma la stoffa potrebbe essere quella. Bicampione europeo U20 con la nazionale israeliana (con cui ha vinto anche l’MVP nel torneo del 2019), l’ala del Maccabi ha destato l’interessa di molti in NBA, soprattutto del GM dei Cavs, Koby Altman. Dopotutto le abilità, potenziali e non, di Avdija non possono che renderlo interessante.

Ala con ottimo ball handling e visione del gioco in grado di ricoprire più ruoli in campo. Se da un lato sono evidenti le sue qualità come portatore di palla e passatore, dall’altro è apprezzabile anche il suo gioco in post basso, in cui sfrutta una buona fisicità e mani morbidissime. In difesa riesce a combinare bene qualità fisiche, piedi rapidi e intensità, anche se per fronteggiare l’atletismo dei giocatori NBA forse serve qualcosa di più. I punti deboli più evidenti sono la prevedibilità (gioca poco utilizzando la mano sinistra e pertanto attacca molto spesso a destra) e la poca costanza e precisione dall’arco. Punti però che potrà aggiustare col tempo e lavoro.

Deni Advija - Draft NBA
Photo Credit: Dov Halickman/sportsrabbi.com

#6 Onyeka Okongwu

Secondo centro dopo James Wiseman, condivide con lui la nomea di potenziale ottimo difensore in NBA. Okongwu, infatti, nonostante i non tanti centimetri per il ruolo che ricopre (206), ha dimostrato di essere un ottimo stoppatore. Sfruttando il suo grande atletismo in 28 partite ha viaggiato a una media di 2.7 stoppate a notte. Ma le abilità difensive del prodotto di USC non finiscono qui. Grazie alla sua rapidità e capacità di leggere gli attacchi durante i pick and roll, è abile nell’intuire la linea di passaggio e catturare il pallone. Per lui quest’anno sono state 1.2 le palle rubate a partita, non poche per uno della sua stazza.

Ottimo rimbalzista offensivo, sotto il ferro avversario fa valere le sue vigorose schiacciate, spesso raccogliendo gli alley-oop dei compagni. È inoltre un lucido passatore nelle situazioni di raddoppio avversario o taglio di un compagno. Le dimensioni inferiori rispetto alla media nel ruolo di centro in NBA potrebbero essere un problema e l’atletismo potrebbe non bastare. Dal punto di vista offensivo la mancanza di un solido jump shot potrebbe renderlo prevedibile e monodimensionale. Se non lavora abbastanza sul suo fisico o sul suo tiro, potrebbe soffrire diverse situazioni in NBA.

Onyeka Okongwu
Photo Credit: Getty Images

#7 Tyrese Haliburton

Altra point guard molto interessante di questo Draft NBA dopo LaMelo Ball, Haliburton ha qualità e difetti che somigliano a quelli del giocatore degli Illawara Hawks. In fase offensiva l’abilità nel creare linee di passaggio incredibili e realizzarle con passaggi spettacolari lo rende molto simile a LaMelo. Entrambi hanno un elevato IQ cestistico e sanno come servire i compagni. A differenza di Ball, però, Haliburton è anche un ottimo tiratore; nei due anni ad Iowa State è andato sempre sopra il 50% dal campo e il 40% da tre. La non perfetta meccanica di tiro però lo penalizza nelle situazione di tiro contestato, meno in quelle in cui si trova libero.

Ai liberi invece ci va molto poco, a causa della sua scarsa propensione a prendere contatti; nelle 57 partite di college è andato alla lunetta appena 71 volte (quanto spesso Harden ci va in 4-5 partite). In difesa Haliburton è un giocatore molto interessante. Una buona stazza (196 cm) e un’ampia apertura alare (più di due metri), lo rendono un playmaker in grado di difendere su più giocatori. La lunghe braccia, poi, gli permettono di intercettare molti palloni (2.5 rubate a partita quest’anno). Un peso di 79 kg però potrebbe creargli non pochi problemi contro guardie come Anthony Edwards, ad esempio. Dovrà di certo mettere su qualche chilo.

Tyrese Haliburton
Photo Credit: Reese Strickland-USA TODAY Sports

#8 Tyrese Maxey

Subito dopo Haliburton, nel modo Draft NBA di ESPN troviamo un altro Tyrese e un’altra two-way guard. Un po’ più piccolo del prodotto di Iowa State (190 cm), Maxey sarebbe una guardia tiratrice, ma possiede anche le qualità e le dimensioni per giocare nel ruolo di playmaker. A Kentucky non ha avuto spessissimo la palla in mano, molte volte ha giocato di più senza, ma anche quando è lui a dettare i tempi il risultato in campo si vede. Maxey infatti è una guardia piccola e rapida (seppur non molto esplosiva), in grado di bruciare già al primo passo il difensore e andare forte a canestro, concludendo anche in condizioni di precario equilibrio.

Forte e creativo nel gioco in transizione, è anche abile a crearsi tiri in floater, fondamentale che riesce a padroneggiare abbastanza bene. Dall’arco non malissimo ma neanche benissimo; il 29% su 3.6 tentativi a partita può essere e deve essere migliorato, così come la selezione dei tiri. Ai liberi invece la precisione è abbastanza alta, con un 83% su 3.9 tentativi. Ciò che rende veramente intrigante Maxey però è la difesa, rocciosa ed energica; merito anche delle sue braccia, la cui apertura è di 2 metri, può mettere in difficoltà attaccanti anche più grossi di lui.

Tyrese Maxey
Photo Credit: AP

#9 Obi Toppin

Prima e unica ala grande di ruolo presente in top 10, Obi Toppin ha saputo stupire tutti, incrementando notevolmente i suoi numeri rispetto all’anno scorso e dimostrando di avere uno skill set davvero ampio. Offensivamente parlando, Toppin sa fare tutto, grazie a un buon tiro (63% dal campo e 39% da tre, anche se con solo 2.6 tentativi a partita) e l’eccellente atletismo. Nonostante i suoi 206 centimetri (quelli di Okongwu), infatti sa mettere bene la palla a terra, battere il difensore e andare a canestro in modo deciso.

È capace di assorbire bene i contatti e si sa muovere in post basso; sotto canestro fa valere stazza ed elevazione, schiacciando in testa agli avversari e sfruttando i lob dei compagni. Il grande problema con Toppin probabilmente è in difesa. Nonostante non sia un difensore scarso e abbia 1.2 stoppate a notte quest’anno, l’ala di Dayton ha difficoltà nello scivolamento laterale, soprattutto coi più piccoli, e non è abbastanza disciplinato nella difesa nei pick and roll. Queste lacune potrebbero essere un problema contro attaccanti più grossi di lui così come contro cestisti della sua altezza ma con una certa rapidità e atletismo. Per quanto lo riguarda la notte del Draft NBA potrebbe anche riservare sorprese.

Obi Toppin
Photo Credit: David Kohl-USA TODAY Sports

#10 Killian Hayes

Altra point guard dalle misure importanti (196 cm come Haliburton), Killian Hayes è il terzo giocatore di questa lista (dopo Ball e Avdija) proveniente da una squadra internazionale. Nell’ultima stagione ha infatti militato nella squadra tedesca del ratiopharm Ulm, in cui ha giocato 10 partite segnando 12.8 punti, conditi da 2.3 rimbalzi, 6.2 assist e 1.5 palle rubate. È un giocatore molto giovane che ha già mostrato ottime cose che potrebbe ulteriormente migliorare: sicuramente ottime abilità di playmaking, con una buona visione di gioco e capacità di trovare i compagni, sia in situazioni di pick and roll sia in transizione. A questo accompagna una discreta rapidità e fluidità dei movimenti.

Buon tiratore, potenzialmente molto pericoloso, bravo ad attaccare il canestro, dalla media e da tre (39% con 4.1 tentativi a partita). Buon difensore sulla palla, nell’uno contro uno, ma con la palla lontana fa più fatica. Altro punto su cui lavorare è, in alcune specifiche situazioni, la creazione di gioco per se e per i compagni. Se da un lato la selezione dei tiri non è la migliore e tende a usare troppo la mano forte (la sinistra) limitando il suo gioco e rendendolo prevedibile, dall’altro tende troppo a forzare il gioco, cercando compagni non piazzati al meglio e linee di passaggio difficili. Tutti peccati di gioventù che si possono sistemare col tempo.

Killian Hayes - Draft NBA
Photo Credit: Getty Images

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