Politica

Draghi contro i Ministri: troppi ritardi sulle riforme

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Per il Premier italiano Mario Draghi sono troppi i ritardi sulle riforme da parte dei Ministri ed ha quindi ritenuto opportuno convocare il Governo e richiamarlo ricordando che “i tempi delle riforme del Pnrr vanno rispettati”.

Il riferimento è in realtà in particolare al DDL Concorrenza. Nell’ultima bozza di riformulazione del testo si prevede infatti che l’iter per lo sblocco delle gare per le concessioni balneari si completi nel 2024, e anzi nel centrodestra c’è anche chi spinge per allungare l’orizzonte.

Per Draghi c’è la necessità di rispettare i tempi

Secondo le fonti che hanno riportato l’accaduto, l’atteggiamento del Presidente del Consiglio rischia però di essere poco comprensibile. Sembrerebbe infatti che Draghi non abbia fatto alcun accenno alla necessità di chiudere subito e dunque convocando un Consiglio dei Ministri d’urgenza il timore è che la fibrillazione aumenti proprio nel momento in cui le forze di maggioranza stanno in realtà cerando di arrivare al raggiungimento di un’intesa, non escludendo nemmeno un ritorno al testo base.

Ma questa teoria sponsorizzata dalle fonti sembra esser smentita già dalla preoccupazione espressa alla Camera dei Deputati dallo stesso Premier a margine dell’informativa sulla guerra in Ucraina. Draghi avrebbe chiesto ai capi delegazione di accelerare mettendo sul tavolo lo strumento della fiducia, qualora ce ne fosse il bisogno, entro il 31 maggio. È ben noto poi quanto anche il Presidente Mattarella abbia sempre sostenuto la necessità di raggiungere nei tempi stabiliti tutti gli obiettivi che l’Europa ha indicato per ottenere i fondi del Pnrr. Proprio nelle scorse settimane il Capo di Stato aveva infatti dichiarato che “non sono consentite pause nell’impegno: è indispensabile un dialogo consapevole e fruttuoso”.

L’accordo dei Ministri

FI, rappresentata in Cdm da Brunetta, ha dato l’ok alla richiesta del Premier così come anche i Ministri Putuanelli per il M5S, Giorgetti per la Lega e Orlando per il PD. “Se Draghi mette la fiducia sul DDL Concorrenza, per noi va bene” ha sostenuto anche il leader di Italia Viva Renzi.

Ginevra Mattei

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