“Due sogni è meglio di uno”: dialogo fra sognatori

Dal 17 al 22 Settembre al Macro Asilo di Roma “Due sogni è meglio di uno”, mostra di Andrea Lanini che, ideata tre anni fa in occasione di una residenza artistica a Montefiascone, giunge oggi ad una forma interattiva di dialogo onirico

Il muro è affollato di scritti; si susseguono stretti su file subalterne, formulano nell’insieme, tragitti d’inchiostro.

Sono visioni notturne ricche di visitatori, di luoghi, di tracce ricorrenti; quelle che popolano “Due sogni è meglio di uno”, mostra di Andrea Lanini ospitata fino al 22 Settembre dal Macro Asilo di Roma.

Inaugurata lo scorso 17 Settembre, si configura come “riproposizione con variazione”: esposta infatti tre anni fa in occasione della residenza artistica nelle Carceri Papaline di Montefiacone, si presenta oggi come “scambio onirico” in una versione interattiva che stimola e invita lo spettatore a fare appello alle proprie reminescenze.

“Ti affido il mio sogno e tu mi affidi il tuo” – questo il patto, questo il baratto, questo l’atto poetico.

Laddove ci perdiamo negli spazi d’una mente altra, esploriamo i simulacri, i volti confusi che popolano il suo immaginario; per poi predisporci a scavare nel nostro inconscio rintracciandone un memore frammento.

E allora, spazi angusti, bassorilievi, palloni medicinali; ogni lessema nella bianca parete, fa appello ad un labirinto di segni entro cui ogni logica ribalta la sua forma.

Se infatti alcuni nomi, paesaggi, toponimi sembrano ricondurci alla fattualità di una vita trascorsa, questi sono solo stralci attraverso i quali la mente mette in atto deformazioni e voli pindarici.

Nell’osservare quell’alternanza di carte e schizzi, notiamo ora un grande oggetto al centro della stanza: è un letto, lo stesso letto di carcere che a Montefiascone fu giaciglio di una prima ispirazione, snodo iniziale per l’elaborazione di un percorso tanto variegato quanto metodico.

L’iniziale silenzio s’interrompe ora alla comparsa dell’artista stesso: le sue parole danno riferimenti ma non spiegazioni ad un contesto che per sua stessa materia, si pone enigmatico, forse inesauribile.

Giorgia Leuratti

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