Proprio in questi giorni si sta celebrando un evento internazionale di grande importanza per il mondo del cinema: Il Palm Springs International Film Festival. In questa occasione molti sono stati gli ospiti e le premiazioni di rilievo per il panorama cinematografico dell’anno 2025. Tra i premi divenuti virali c’è quello consegnato da Variety al brunch festivaliero del 4 gennaio, all’attore e campione di wrestling Dwayne Johnson. Il suo ruolo in Smashing Machine, che ha richiesto un impegno fisico e mentale degno di nota, è stato acclamato all’unisono; ma portarlo a termine ha comportato guardarsi dentro, fare pace con il proprio tormentato passato. Scopriamo insieme l’infanzia difficile dell’attore e la scalata al successo fino al festival californiano.

I mille vuoti che un attore si impegna a colmare

Ciascun attore o attrice, per dare il meglio di sé, si sa, deve fare i conti con la parte più vera di sé, per riuscire a mettersi a nudo sul set. Niente può essere più difficile proprio di questa operazione. Lo sa molto bene l’attore Dwayne Johnson, che di vuoti da colmare ne ha avuti tanti. Variety quest’anno ha voluto celebrare Johnson con il Creative Impact in Acting Award al Palm Springs International Film Festival. La superstar, che ha ricevuto la sua prima nomination ai Golden Globe per il suo lavoro in Smashing Machine, ha ricevuto il riconoscimento il 4 gennaio durante il brunch annuale di Variety . L’attore però ha combattuto i suoi demnoi sin da piccolo e si dice grato a tutto ciò cui la vita l’ha destinato. Dai litigi violenti dei genitori alla precaria condizione economica in cui è stato cresciuto, Dwayne oggi si racconta, con la sincerità e l’umiltà a cui ci ha tutti abituati.

Dwayne Johnson e l’infanzia difficile

Come rivela a Variety l’infanzia dell’attore è stata costellata da visioni difficili, con cui ha fatto i conti per tutta la vita. “I miei genitori avevano un rapporto esplosivo e vulcanico”, ricorda. “Mio padre era un wrestler professionista in un’epoca in cui era il Far West. Non c’erano contratti milionari. Si lavorava a giornata e si cercava solo di sopravvivere. E mio padre lottava contro le sue dipendenze e si concentrava sulla sua carriera e su se stesso, mentre mia madre era a casa a crescermi. Doveva rinunciare ai suoi sogni e sostenere l’uomo che amava. Tutto ciò che voleva era essere vista, e non è mai stata vista. E sono cresciuto osservando quel tipo di declino in una relazione, quando un uomo combatte i propri demoni. Ho visto i loro litigi. Ho sentito i loro litigi, il che è ancora peggio.” Il film che parla di wrestling, il linguaggio-bussola della sua vita, lo ha guardato e riguardato profondamente. Uno specchio sull’inconscio oltre che un mero ruolo interpretativo.

Per 26 anni della sua carriera di attore, Dwayne Johnson ha messo sotto teca il suo dolore e si è concentrato su ruoli da duro in film colossal da milioni di dollari come Jumanji: Benvenuti nella giungla e Fast & Furious 7. Johnson ha confermato di aver affrontato i suoi traumi proprio con quest’ultimo ruolo, e di aver riversato i suoi dolori nel personaggio. Un’operazione difficile che non aveva mai avuto il coraggio di fare prima.

L’idea di ‘Smashing Machine’ e il giudizio di Nolan

Quando Johnson si è rivolto per la prima volta al regista Benny Safdie, il regista di Smashing Machine, nel 2019 con l’idea di portare la storia di Kerr sul grande schermo, questi ha riconosciuto il potenziale di Johnson. L’attore racconta:

“Mi ha detto: ‘Voglio fare questo film con te. So come farlo. Scriverò la sceneggiatura su specifica’”. Il regista in passato aveva lavorato esclusivamente con il fratello Josh su acclamati film indipendenti come Diamanti grezzi con Adam Sandler e Good Times con Robert Pattinson. Johnson ha incontrato entrambi i fratelli, ma afferma che Smashing Machine è sempre stato sviluppato da Benny come un progetto solista. “Dopo ‘Diamanti grezzi’, ho avuto la sensazione che stessero probabilmente discutendo di come prendere direzioni diverse”, racconta.

Smashing Machine

Il film, che racconta la storia del lottatore di MMA Mark Kerr, potrebbe essere tra i papabili nominati agli Oscar 2026. Nel frattempo la corsa della pellicola riceve una considerevole spinta da un commento fatto da Sir. Cristopher Nolan in un podcast. Il regista avrebbe definito l’interpretazione di Johnson “straziante (…) Penso che sia una performance incredibile. Non credo che vedremo una performance migliore quest’anno o nella maggior parte degli altri anni“.

Dai set hollywoodiani al Palm Springs Film Festival

Il Palm Springs International Film Festival è la principale vetrina del cinema mondiale nel continente nordamericano. Situato nella bellissima Coachella Valley sud della California, è un evento di alto profilo, con 170 film provenienti da oltre 70 paesi e un pubblico di oltre 130.000 spettatori. Quest’anno sono stati premiati attori come Thimotée Chalamet (per Marty Supreme), ma anche Miley Cyrus (per la canzone Dream As One, tratta dal film di James Cameron Avatar: Fire and Ash) e film come Sentimental Value (2025, Joachim Trier). Dwayne Johnson arriva al premio del festival californiano con alle spalle una lunga carriera nel mondo del wrestilng ma soprattutto del cinema.

Spesso la fisicità, come accade per le attrici, ha contribuito alla scelta dell’attore in specifici cast e progetti. Pensiamo alla saga Fast & Furious, con cui ha dimostrato le sue abilità d’interprete ma anche la sua prestanza fisica, fatta su misura per i film action della saga. E lo stesso è accaduto per film come La Mummia (2001) e Baywatch (2017). L’attore, detentore di ben 17 premi WWE, non si è mai tirato indietro dinanzi ad una grandissima pluralità di generi cinematografici, dal comedy (L’acchiappadenti, Ancora tu!) al thriller-action, fino ai film di animazione (Planet 51 e il recentissimo film Pixar Oceania). Smashing Machine è un tassello importante per la carriera dell’attore che non solo accende i riflettori sulle sue capacità attoriali ma, come abbiamo visto, ha messo sul tavolo ogni suo nodo personale ed emotivo. La storia di Dwayne Johnson ci dice molto: come un film faccia più di ciò che sembri e come un attore nasconda e affronti molte più sfide di quelle che racconta.

Doriana Gatta